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Finti carabinieri cercano di truffare anziani a Teramo ma vengono scoperti

Cinque episodi nelle ultime ore

Nelle ultime ore nella città di Teramo si sono registrati cinque tentativi di truffe ai danni di persone anziane ma fortunatamente le vittime che hanno fiutato l’inganno lasciando i presunti malfattori a mani vuote.

Il copione è stato sempre uguale seppur con piccole variazioni, segno della competenza criminale dei truffatori. Tutti gli anziani di età compresa tra i 70 e gli 85 anni sono stati chiamati presso l’utenza telefonica fissa.

Nel primo caso una donna ha ricevuto una chiamata da un sedicente carabiniere che le comunicava dei problemi sulla sua autovettura. Quando la donna ha detto di non avere autovetture, l’interlocutore ha chiesto se aveva oro e, a questa ulteriore richiesta, la donna ha chiuso la chiamata e avvisato la cognata che ha allertato il 112.

Nel secondo caso un uomo ha ricevuto una telefonata da parte di un altro sedicente carabiniere che gli chiedeva di recarsi presso la caserma di Teramo poiché gli avevano clonato la targa dell’autovettura e con questa era stata messo a segno una rapina. L’anziano, molto scosso, ha chiuso la chiamata e contattato il nipote che ha allertato immediatamente il 112.

Nel terzo caso un uomo veniva contattato da un sedicente maresciallo dei carabinieri, il quale avrebbe riferito che vi erano dei problemi sull’intestazione della sua autovettura e si sarebbe dovuto presentare in caserma.  L’uomo sicuro di non aver problemi sulla sua auto, ha chiamato la caserma per segnalare l’accaduto.

Nel quarto caso una donna ha ricevuto la chiamata di un sedicente carabiniere il quale gli comunicava che dei malviventi avevano usato la sua auto per fare una rapina in una gioielleria di Teramo e quindi per evitare conseguenze penali doveva pagare dei soldi. La donna non ci ha creduto e ha riagganciato il telefono chiamando immediatamente il 112.

Nel quinto caso una donna ha ricevuto una telefonata da un sedicente carabiniere di Teramo. L‘uomo riferiva che si era verificato un furto presso un’oreficeria vicino al Duomo e i malfattori erano fuggiti con una fiat Punto successivamente ritrovata e, all’interno della stessa, è stato rinvenuto un fascicolo con il nome del marito. Il sedicente carabiniere ha invitato la donna a far presentare in caserma il marito. La signora, molto lucida, ha informato l’interlocutore che loro non avevano una Punto, inoltre il marito da molti anni gestisce una attività proprio nei pressi della caserma dei carabinieri e conoscendoli tutti gli era sembrato strano che chiamassero in casa per una cosa così grave, ma lo avrebbero sicuramente contattato nel suo esercizio. Pertanto si sarebbe rivolta ai carabinieri. Così la comunicazione è stata interrotta dal chiamante che, dopo alcuni minuti, ha richiamato riferendo che come carabinieri stavano facendo delle prove per allertare le persone contro le truffe e lei era stata brava a sventarla. La donna però non andava oltre nella comunicazione abbassando la cornetta.

Adesso i militari dell’Arma stanno svolgendo puntuali accertamenti per arrivate agli autori degli episodi

In tale settore continua senza sosta l’attività informativa dei carabinieri del comando provinciale di Teramo, al fine di mettere in guardia gli anziani circa truffe architettate nei loro confronti. L’esito di questa incessante attività, con truffe in netto calo, già avviata da anni e rafforzata in corso d’opera si è nel tempo arricchita di ulteriori tasselli al fine di poter raggiungere più persone possibili e non solo anziani ma anche congiunti, vicini, conoscenti, al fine di creare una rete di protezione a favore di soggetti fragili che sovente vengono presi di mira. I risultati di tali campagne informative sono stati al momento lusinghieri infatti già da diversi mesi in provincia non si registrano truffe ai danni di anziani, anzi si sono registrati molteplici tentativi che non sono andati a buon fine a seguito delle reazioni delle vittime ovvero di persone a queste vicine, che non solo non sono cadute nel tranello ma hanno prontamente denunciato i fatti per consentire ai carabinieri e alle altre forze di polizia di procedere nei confronti di questi biechi malfattori al fine di assicurarli alla Giustizia e il caso di queste questi cinque tentativi è la conferma. Di pari passo con l’attività preventiva i carabinieri stanno infondendo il massimo sforzo anche nella fase repressiva infatti tutti i casi di truffe ai danni di anziani consumati o tentati vengono a fondo investigati al fine di arrivare all’identificazione dei colpevoli.

L’Arma, da sempre vicina alla popolazione, in queste campagne di sensibilizzazione continuerà a spiegare ai cittadini quali sono le modalità più ricorrenti con le quali i truffatori agiscono e quali contromisure devono essere adottate per contrastarle, auspicando che agli incontri partecipino oltre agli anziani anche chi è più lorovicino, come i figli e i nipoti, in modo che la contiguità affettiva possa accrescere la necessaria consapevolezza dei rischi che corrono gli anziani e la conoscenza dellenorme di condotta da tenere per scongiurarli.

In particolare, nel corso degli incontri i carabinieri hanno sintetizzato alcune delle modalità con cui più frequentemente vengono perpetrate le truffe. In modo semplice è stato raccomandando che:

per nessun motivo deve essere consentito l’accesso agli sconosciuti che dovessero presentarsi al portone o sull’uscio di casa;
nessun ente chiede per telefono di recarsi agli sportelli bancomat per prelievi o per bonifici;
nessun avvocato, Forza di Polizia o assicurazione chiede per telefono soldi per liberare congiunti a seguito di mancati pagamenti, sinistri stradali etc;
nessuna banca o ufficio postale si reca in casa per controllare le banconote prelevate allo sportello;
bisogna diffidare di telefonate di presunti congiunti che chiedono il pagamento per la consegna di pacchi;
giammai Carabinieri e altre FF. di Polizia si presentano presso le abitazioni, in uniforme o in abiti civili, per riscuotere soldi;
in ogni caso di dubbio sull’identità degli interlocutori, telefonare immediatamente al “112” per consentire alla più vicina pattuglia dell’Arma dei Carabinieri e delle altre Forze di Polizia di intervenire per evitare spiacevoli conseguenze;
occorre sempre denunciare alle Forze dell’Ordine eventuali truffe, così come vanno immediatamente segnalati contatti che possano apparire sospetti o chiari tentativi di truffa.

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