ACCEDI AL CANALE WHATSAPP E RICEVI LE TOP NEWS DEL GIORNO:

ACCEDI AL CANALE
Prima PaginaTeramo

Asp 1, i sindacati: “Stipendi ancora non pagati nelle case di riposo”

Non si è ancora concretizzato neanche il cambio di gestione

Nuove tensioni nelle case di riposo della provincia di Teramo gestite dall’ASP1. Le organizzazioni sindacali Fp Cgil Teramo, Uil Fp Teramo e Fisascat Cisl Abruzzo Molise tornano a denunciare i ritardi nel pagamento degli stipendi e l’ennesimo rinvio del cambio di gestione del servizio nelle strutture di Teramo, Nereto e Civitella del Tronto.

Secondo quanto riferito dai sindacati, le lavoratrici e i lavoratori sono ancora in attesa delle mensilità di agosto e settembre, oltre alla quattordicesima. Tre mensilità arretrate che stanno mettendo in seria difficoltà economica oltre 250 dipendenti, costretti a fare i conti con bollette, spese familiari e costo della vita in continuo aumento.

Le organizzazioni sindacali contestano anche il mancato rispetto degli impegni assunti sulla ripresa della regolarità dei pagamenti. Una promessa che, sottolineano, è rimasta disattesa, mentre il personale continua a garantire quotidianamente un servizio essenziale per la collettività.

A complicare ulteriormente il quadro è il rinvio del subentro della cooperativa Kursana, aggiudicataria dell’appalto, inizialmente previsto per il 2 novembre. Nella giornata di ieri, riferiscono i sindacati, è arrivata la comunicazione ufficiale del mancato avvio della nuova gestione, alimentando ulteriori incertezze sul futuro occupazionale e organizzativo del servizio.

«Se non si trattasse di stipendi, della dignità di lavoratrici e lavoratori e di un servizio fondamentale per la nostra comunità, potremmo parlare di teatro dell’assurdo», evidenziano le organizzazioni sindacali, denunciando una situazione che si trascina ormai da mesi e che coinvolge non soltanto il personale, ma anche gli oltre 350 ospiti delle strutture e le loro famiglie.

Nel mirino dei sindacati finiscono anche le istituzioni regionali e locali, alle quali vengono rivolti da tempo appelli alla responsabilità. In particolare, viene richiamato l’intervento dell’assessore regionale Santangelo che, il 16 luglio 2026, aveva dichiarato che la situazione era «in via di risoluzione».

A distanza di mesi, sostengono le organizzazioni sindacali, i problemi restano irrisolti e i lavoratori continuano a non ricevere regolarmente le retribuzioni dovute. Una condizione che rende sempre più difficile affrontare le necessità quotidiane, nonostante il personale continui a svolgere il proprio lavoro e ad assicurare assistenza agli ospiti.

«Era questa la soluzione auspicata? È questo il risultato di cui parlano quanti continuano ad assicurare che i problemi sono ormai in via di risoluzione?», chiedono i rappresentanti sindacali, ribadendo che le uniche risposte concrete possono arrivare dal pagamento degli stipendi e dalla garanzia di una gestione regolare dell’appalto.

La vertenza, secondo Fp Cgil, Uil Fp e Fisascat Cisl, rischia di compromettere la stabilità di un’importante realtà assistenziale del territorio. Da un lato, oltre 250 lavoratrici e lavoratori attendono il riconoscimento di un diritto fondamentale; dall’altro, più di 350 ospiti e le rispettive famiglie chiedono garanzie sulla continuità e sulla qualità del servizio.

Le organizzazioni sindacali esprimono inoltre solidarietà agli operai edili protagonisti delle recenti proteste e si interrogano sulla necessità di nuove iniziative di mobilitazione per ottenere risposte concrete anche per il personale delle case di riposo.

I sindacati ricordano di aver già fatto ricorso agli strumenti previsti dalla legge per affrontare la vertenza e annunciano che continueranno a denunciare ogni situazione ritenuta ingiusta, chiedendo alle istituzioni e ai soggetti responsabili dell’appalto di assumersi le proprie responsabilità.

Per le organizzazioni sindacali, non è più sufficiente affidarsi a dichiarazioni pubbliche e annunci di imminenti soluzioni. Occorrono interventi immediati, il pagamento delle somme arretrate e indicazioni certe sui tempi e sulle modalità del subentro della nuova cooperativa.

La preoccupazione riguarda anche il futuro delle strutture, considerate un punto di riferimento fondamentale per l’assistenza alle persone anziane nella provincia di Teramo. L’assenza di certezze, avvertono i sindacati, rischia di alimentare ulteriormente il disagio del personale e l’apprensione degli ospiti e dei loro familiari.

La richiesta finale è netta: porre fine ai ritardi retributivi e garantire una gestione stabile e regolare dell’appalto, tutelando i lavoratori e assicurando la continuità del servizio.

«La dignità del lavoro non può essere rinviata. Gli stipendi non sono promesse: sono un diritto», concludono le organizzazioni sindacali, rilanciando la richiesta di risposte immediate per una vertenza che, a loro giudizio, non può più essere lasciata senza una soluzione concreta.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio

Adblock rilevato

Hai Attivato un blocco delle nostre Adv. Cityrumors è un Giornale Gratuito. Se vuoi continuare a leggerlo e supportarlo, per favore non bloccare le nostre pubblicità. Grazie.