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Pescara

Slitta il porta a porta nel centro di Pescara

Pescara. Slitta di almeno 2 mesi l’introduzione della raccolta porta a porta dei rifiuti nel centro di Pescara, inizialmente prevista per il prossimo 26 gennaio.

La causa del rinvio di quello che era considerato l’imminente “ritiro” dei cassonetti dalla strade sarebbe imputabile ai ritardi nelle forniture di materiali e nel completamento delle procedure, probabilmente dovuti alla pausa natalizia.

Un accoglimento involontario di gran parte della cittadinanza, come l’associazione Insieme per Pescara che afferma. “Assistiamo all’ennesimo passo di lato su materie importanti per la quotidianità dei cittadini. L’Amministrazione sospende l’avvio del servizio in centro, previsto per fine gennaio giustificando la motivazione con non meglio precisati ritardi nella realizzazione dell’isola ecologica di Via Bologna, ignorando contestualmente le tante criticità portate oggettivamente all’attenzione sia dell’Amministrazione sia dei vertici di Ambiente SpA”. Comunque, polemica, l’associazione “al netto della motivazione”, accoglie con favore la decisione”.

Più critica l’opposizione: “Lo slittamento dell’avvio della raccolta porta a porta nel quadrilatero centrale della città non è un semplice ‘aggiustamento tecnico’, ma l’ennesima presa in giro ai danni dei cittadini, messa in atto da una maggioranza che tenta goffamente di attutire i danni di una scelta sciagurata, proprio alla vigilia della ripetizione del voto in 23 sezioni”, afferma il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio Comunale, Paolo Sola.

“Da mesi la città è ridotta a una discarica a cielo aperto: sacchetti ovunque, mastelli abbandonati, rifiuti accumulati a tutte le ore del giorno. Una situazione di degrado sotto gli occhi di tutti – prosegue Sola – che smentisce clamorosamente la narrazione trionfalistica della Giunta Masci e di Ambiente SpA su questa scelta. E ora, di fronte al disastro annunciato, cosa fa la maggioranza? Rinvia. Prende tempo. Scarica responsabilità. Come se il problema non fosse il progetto in sé – palesemente impraticabile in un centro urbano come Pescara – ma soltanto l’imminente appuntamento elettorale, prima del quale si prova a ‘calmare le acque’ ritardando la partenza del disastro anche in pieno centro”.

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