
Pescara. L’utilizzo della tecnologia e la velocità d’intervento della Polizia di Pescara ha permesso, nella giornata di venerdì, di recuperare un bottino dall’ingente valore, costituito da un Rolex, denaro per oltre 700 euro ed altri beni.
Tre giovani, di 26, 21 e 32 anni, sono stati fermati dopo essere stati localizzati grazie al segnale GPS di un dispositivo elettronico rubato in precedenza. Per questi motivi, gli agenti delle Volanti li hanno sottoposti a fermo con l’accusa di ricettazione e ristretti, al termine delle formalità di rito, presso la locale casa circondariale a disposizione della Procura della Repubblica di Pescara.
L’origine dei fatti nella serata del 11 giugno, quando, nelle Marche, un uomo si è accorto di aver subito un furto a bordo della propria auto, dove erano stati lasciati incustoditi vari effetti personali.
Tra i beni asportati, una giacca di marca, un Rolex dal valore di oltre 13.000 euro, il portafogli contenente banconote per oltre 700 euro e vari dispositivi elettronici. Il proprietario ha segnalato, quindi, alla pattuglia della Polizia Ferroviaria, prontamente intervenuta, la presenza, tra gli oggetti asportati, anche di un paio di cuffiette wireless attive.
Sono state, quindi, acquisite in tempo reale le coordinate geografiche trasmesse dalle cuffie. Il segnale GPS ha tracciato il percorso di quanto asportato, permettendo di verificare che chi possedeva gli auricolari aveva preso il treno diretto verso sud. Gli agenti delle volanti si sono quindi portati in stazione e, atteso il treno, hanno preso contatti con il capotreno verificando che tre giovani si erano furtivamente allontanati diretti verso il centro cittadino.
Il pedinamento elettronico e la presenza rinforzata delle pattuglie in centro hanno permesso alle pattuglie, perfettamente coordinate tra loro, di rintracciare, a circa 200 metri dalla stazione ferroviaria, i tre giovani.
Le persone individuate, dopo essere state perquisite, sono state trovate in possesso dei beni asportati in precedenza. La refurtiva è stata interamente recuperata e restituita al legittimo proprietario.
Gli accertamenti svolti hanno permesso di raccogliere elementi di presunta responsabilità a carico dei tre giovani, motivo per cui gli stessi sono stati sottoposti a fermo.



