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Pescara

Riserva dannunziana: a Pescara nasce la governance ma scoppia la polemica

Pescara. Approvata ieri dal consiglio comunale di Pescara la delibera per l’istituzione della governance della Riserva Naturale Regionale Pineta Dannunziana.

“Compiamo un passaggio fondamentale per il presente e per il futuro del nostro polmone verde più prezioso. Era un impegno assunto in campagna elettorale, inserito nel nostro programma amministrativo, e oggi, come abbiamo fatto con tante altre promesse, lo abbiamo concretizzato con un atto chiaro, serio e strutturato”, commenta l’assessore al Verde Gianni Santilli, spiegando che “la Pineta Dannunziana avrà finalmente un modello di gestione definito. L’Organo di gestione sarà individuato all’interno dell’Ente, secondo l’assetto organizzativo che è stato stabilito dalla Giunta comunale dello scorso 23 dicembre, con la previsione di un Ufficio della Riserva e di un Direttore a supporto. Un ufficio che dovrà contare su professionalità altamente specializzate in materia ambientale e nelle politiche comunitarie ambientali, perché la tutela della Pineta richiede competenza, visione e capacità amministrativa”.

“Accanto a questo”, prosegue, “sarà istituita una Commissione di gestione consultiva, regolamentata dalla Giunta, composta da esperti e rappresentanti qualificati, nel rispetto della parità di genere e senza compensi, gettoni o indennità, salvo eventuali rimborsi spese documentati nei limiti previsti dalla legge. La funzione della Commissione sarà quella di fornire proposte e pareri non vincolanti sulla gestione e sulla pianificazione della Riserva, contribuendo a rendere le scelte ancora più attente, partecipate e competenti. Nella Commissione saranno coinvolte figure di alto profilo: il sindaco o un suo delegato, un rappresentante designato dall’Università Gabriele d’Annunzio Chieti-Pescara, un rappresentante degli Ordini professionali degli agronomi e forestali d’Abruzzo, un rappresentante delle associazioni di protezione ambientale riconosciute, oltre a competenze specifiche in materia botanica, zoologica, educazione ambientale, pianificazione e cambiamenti climatici”.

“È un impianto che punta a mettere insieme istituzioni, mondo scientifico, professionisti, associazioni e competenze tecniche. Il dirigente del Settore Ambiente e Territorio sarà incaricato di porre in essere tutte le misure tecnico-amministrative conseguenti, e per questo sarà pubblicato un avviso sul sito del Comune di Pescara”, chiosa Santilli.

E infatti, polemico ribatte Paolo Sola, capogruppo M5S: “Non una riforma della governance della Riserva Dannunziana, ma l’ennesima operazione di accentramento del potere. Con il voto della maggioranza di centrodestra il Consiglio Comunale viene sostanzialmente svuotato del proprio ruolo, mentre la Giunta si riserva di decidere successivamente gli aspetti fondamentali della gestione di uno dei patrimoni naturalistici più importanti d’Abruzzo”.

“Per giorni abbiamo chiesto una sola cosa – commenta Sola – rispetto della legge, trasparenza e partecipazione. Abbiamo presentato emendamenti, una questione pregiudiziale e avanzato proposte concrete per restituire centralità al Consiglio Comunale e garantire un ruolo effettivo agli esperti e alle associazioni ambientaliste. La maggioranza ha respinto tutto, scegliendo consapevolmente di procedere senza modificare una virgola di una delibera che continua a lasciare irrisolte tutte le principali criticità. Il risultato è un impianto che svuota di significato quanto previsto dalla Legge Regionale, con un atto che rinvia alla Giunta le decisioni più importanti: sarà l’esecutivo comunale a stabilire quale struttura gestirà concretamente la Riserva e come sarà organizzata la nuova governance, sottraendo di fatto al Consiglio Comunale ogni possibilità di controllo su future nomine e criteri degli incarichi”.
“Ancora più grave – prosegue Sola – è la scelta di relegare il Comitato di Gestione e le competenze tecnico-scientifiche a un ruolo puramente consultivo. In una Riserva naturale il contributo di biologi, naturalisti, ambientalisti e associazioni dovrebbe rappresentare il cuore delle decisioni. Qui, invece, viene trasformato in un semplice parere non vincolante, mentre la gestione viene ricondotta alla macchina amministrativa comunale. È una visione profondamente sbagliata. Una Riserva naturale non è un normale ufficio del Comune. Non può essere amministrata come se si trattasse della manutenzione ordinaria del verde pubblico, peraltro affidata a un settore già quotidianamente alle prese con enormi difficoltà operative”.
E la consigliera regionale Erika Alessandrini interviene sulla vicenda annunciando un’interpellanza in Consiglio Regionale: “Chiederemo alla Regione Abruzzo come possa ritenere compatibile con la Legge Regionale n. 19 del 2001 una delibera che, invece di rafforzare il ruolo di controllo del Consiglio Comunale sulla gestione della Riserva, finisce per svuotarlo, demandando alla Giunta tutte le scelte e l’individuazione dei criteri per la nomina del futuro Direttore. La Riserva Dannunziana non è un bene qualunque del Comune di Pescara: è un’area naturale protetta istituita dalla Regione e patrimonio di tutti gli abruzzesi. Proprio per questo la legge pretende trasparenza, partecipazione e un ruolo centrale del Consiglio Comunale per evitare ingerenze politiche nelle scelte e nell’affidamento degli incarichi. Noi riteniamo che questa delibera vada nella direzione opposta e sia l’ennesimo abuso dell’amministrazione Masci, al solo scopo di intestarsi un risultato di facciata e mettendo le mani sul più grande patrimonio ambientale del territorio”.

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