Puzza a Città Sant’Angelo: “Comune smentito da Arpa, in ritardo da un anno sugli accertamenti”

Città Sant’Angelo. La provenienza dei cattivi odori che da tempo interessano diverse zone di Città Sant’Angelo non è stata ancora accertata.
“A chiarirlo è ARPA Abruzzo, che, rispondendo a una richiesta di aggiornamenti presentata dal Gruppo consiliare CSA Visione Comune, restituisce un quadro ben diverso da quello rappresentato pubblicamente dal Sindaco Matteo Perazzetti. Non solo l’Agenzia non ha individuato l’origine delle molestie olfattive, ma dagli atti emerge anche un preoccupante ritardo nell’espletamento delle procedure di competenza comunale, indispensabili per avviare gli approfondimenti tecnici”.
A riferirlo è il vicepresidente del Consiglio Regionale Antonio Blasioli, che con Visione Comune ha raccolto le preoccupazioni dei residenti e portato la problematica all’esame della Commissione Territorio, Ambiente e Infrastrutture del Consiglio regionale già nel settembre 2025, sollecitando il coinvolgimento degli enti competenti e l’avvio degli accertamenti necessari. Un’attività proseguita nei mesi successivi attraverso richieste di chiarimenti e aggiornamenti, fino all’ultima risposta ufficiale di ARPA.
«Lo scorso 18 settembre – dichiarano i Consiglieri Comunali del Gruppo CSA Visione Comune–, attraverso un post pubblicato sui social, il Sindaco Perazzetti aveva rassicurato i cittadini sostenendo che, a seguito delle verifiche e delle indagini effettuate, ARPA avrebbe comunicato che gli odori segnalati non provenivano dal territorio comunale di Città Sant’Angelo, bensì da aree dei Comuni limitrofi. Una ricostruzione che oggi trova una netta smentita nella risposta ufficiale della stessa Agenzia».
Nel documento, infatti, ARPA dichiara testualmente che “Allo stato, l’Agenzia non ha espresso valutazioni circa l’origine degli episodi segnalati”. «Non esiste dunque, sulla base di quanto comunicato dall’ente, alcun accertamento che consenta di escludere il territorio comunale di Città Sant’Angelo quale possibile origine delle emissioni – proseguono – Ma c’è un aspetto ancora più preoccupante. Dalla risposta emerge che già il 24 ottobre 2025 si era svolta una riunione tra ARPA, ASL, Comune e Regione Abruzzo, nel corso della quale erano state illustrate le procedure previste dalla D.G.R. n. 391/2025 per affrontare le molestie olfattive. In particolare, spettava al Comune completare una prima fase di screening attraverso la raccolta sistematica delle segnalazioni, le verifiche sul territorio e gli eventuali sopralluoghi, per poi procedere alla richiesta formale di attivazione del Tavolo tecnico interistituzionale».
Eppure, come precisa ARPA, “successivamente all’incontro del 24/10/2025, agli atti di ARPA non risulta pervenuto, da parte del Comune, né l’atto conclusivo del procedimento di screening iniziale di significatività né una richiesta formale di attivazione del Tavolo tecnico”.
«È trascorso ormai un anno da quella riunione e – insistono dall’opposizione -, stando alla documentazione dell’Agenzia, il Comune non ha ancora completato il passaggio necessario per consentire l’avvio degli approfondimenti tecnici. Un ritardo difficilmente comprensibile, soprattutto considerando che non parliamo di un fenomeno nuovo, ma di una problematica che si ripresenta da anni e che continua a compromettere la qualità della vita dei residenti. Non basta annunciare interlocuzioni con gli enti competenti o invitare i cittadini a utilizzare un’applicazione per le segnalazioni, se poi non si portano a compimento le procedure necessarie per individuare le cause del problema. Peraltro, i dati raccolti attraverso il sistema NOSE confermano la persistenza del fenomeno. Tra il 16 e il 27 settembre 2026 sono state registrate 23 segnalazioni, molte delle quali caratterizzate dal massimo livello di intensità previsto dalla piattaforma. Le segnalazioni geolocalizzate, come evidenzia ARPA, provengono da un’area già individuata in precedenza sia dal Comune sia dal Gruppo consiliare Visione Comune. Un elemento che conferma come le criticità interessino una porzione territoriale ben definita e che rende ancora più necessario procedere con accertamenti mirati, senza attribuire preventivamente la responsabilità delle emissioni ai territori confinanti»..
«È singolare che il Sindaco abbia ritenuto di poter rassicurare i cittadini indicando una provenienza esterna dei miasmi quando, come oggi apprendiamo, ARPA non aveva espresso alcuna valutazione in tal senso. Ancora più grave è che, a distanza di un anno, risulti tuttora incompleta la procedura che avrebbe dovuto consentire di approfondire il fenomeno. Il problema non si risolve spostandone ipoteticamente l’origine oltre i confini comunali, ma individuandone le cause e intervenendo concretamente. Chiediamo pertanto all’Amministrazione Perazzetti – concludono Blasioli e il gruppo consiliare CSA Visione Comune -di chiarire su quali elementi poggino le dichiarazioni del 18 settembre scorso e soprattutto per quali ragioni, a distanza di più di un anno da quella Commissione consiliare, non risulti ancora conclusa la fase di screening prevista dalla normativa regionale. È necessario completare senza ulteriori ritardi gli adempimenti di competenza comunale e richiedere formalmente l’attivazione del Tavolo tecnico, affinché ARPA e gli altri enti coinvolti possano svolgere gli approfondimenti necessari».



