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Pescara

Porto di Pescara bloccato dopo il maltempo, pescherecci fermi: Masci chiede lo stato di calamità

Pescara. Peggiora criticamente, dopo l’ondata di maltempo, la condizione del porto di Pescara, già compromessa nelle scorse settimane e insabbiata in diversi punti.

Durante il ciclone Erminio, con l’aumentare del trasporto dei detriti dal fiume, vere e proprie secche hanno impedito ad alcuni pescherecci di rientrare, dovendo sfidare il mare in tempesta e virare verso il porto di Ortona per salvarsi dai marosi.

Dopo la sosta pasquale, però, la flotta pescarese non è potuta salpare per riprendere il lavoro, bloccata ancora una volta da un fondale impraticabile.

Il sindaco di Pescara, Carlo Masci, quindi ha inviato stamani una lettera al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, al Ministero dell’Interno, al Presidente della Regione Abruzzo, al Presidente del Consiglio Regionale, alla Direzione Marittima di Pescara, all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale e, per conoscenza, al Prefetto di Pescara e alle associazioni “Il Maestrale” e “Mimmo Grosso”, per richiedere l’attivazione di un tavolo di crisi, la dichiarazione dello stato di calamità e sollecitare interventi di somma urgenza a seguito degli eventi meteorologici avversi.

Il testo integrale della lettera:

“L’ondata di eccezionale maltempo dei giorni scorsi, che ha colpito duramente l’intero territorio cittadino, ha determinato una situazione di estrema criticità per il porto di Pescara e per l’intero comparto marittimo. A subire le conseguenze di questa paralisi è il cuore pulsante dell’economia del capoluogo adriatico: marittimi, armatori, commercianti, ristoratori e operatori balneari, le cui attività risultano oggi gravemente compromesse.
I fondali portuali, nonostante il recente intervento di dragaggio — tuttora in fase di ultimazione — risultano oggi completamente impraticabili a causa dell’imponente accumulo di detriti e materiali depositati alla foce.

È prioritario evidenziare come tale fenomeno rappresenti la conseguenza diretta di una dinamica territoriale di area vasta: il fiume Pescara funge infatti da collettore di un bacino idrografico che attraversa oltre venti Comuni e tre diverse Province. Nel suo scorrere verso il mare, l’asta fluviale raccoglie quotidianamente ingenti quantità di materiali che si riversano inevitabilmente nell’area portuale e anche all’esterno. In occasione degli ultimi eventi meteorologici, questo fenomeno ha raggiunto livelli di criticità assoluta, determinando il blocco totale dello scalo e invadendo le spiagge con detriti di ogni natura. Le conseguenze sono gravissime: l’impossibilità per le imbarcazioni, che rappresentano la più grande flotta d’Abruzzo e una delle più importanti d’Italia, di uscire o rientrare in sicurezza sta portando l’intero comparto verso un punto di non ritorno, una stasi totale, una paralisi dalle conseguenze nefaste.

In qualità di Sindaco, pur nel pieno rispetto delle competenze statali sulla gestione dell’infrastruttura portuale e fluviale, ho il dovere istituzionale di non rimanere inerte. È necessaria una risposta corale e immediata da parte di tutta la filiera istituzionale e proprio per questa ragione, ritengo doveroso informare Sua Eccellenza il Prefetto, affinché monitori con la massima attenzione l’evolversi di una situazione che investe direttamente la nostra comunità, dal punto di vista economico e sociale.

Nulla può essere ulteriormente rinviato, visto che la questione dell’insabbiamento del porto si protrae da oltre quindici anni e anche alla luce dei pareri favorevoli espressi dai Ministeri MIC, MIT e MASE per la procedura di V.I.A. del progetto di deviazione del porto — opera strategica per il futuro — è indispensabile gestire l’emergenza odierna con strumenti straordinari.

Si richiede, pertanto, l’immediata attivazione delle seguenti misure:

  • Intervento di Somma Urgenza: per il ripristino immediato della navigabilità e della piena fruibilità dei fondali.
  • Misure di Sostegno Economico: attivazione tempestiva di ristori per gli armatori e della Cassa Integrazione per i marittimi o anticipo temporale del fermo biologico per garantire la tenuta sociale delle famiglie coinvolte in questa stasi forzata.
  • Dichiarazione dello Stato di Calamità: per il porto di Pescara, al fine di attivare i canali di finanziamento e le deroghe necessarie.
  • Convocazione di un Tavolo Permanente: da istituire presso la Direzione Marittima con il coinvolgimento di Ministeri competenti, Regione Abruzzo, Autorità di Sistema Portuale e rappresentanze locali.

Il porto di Pescara rappresenta una priorità assoluta non solo per la nostra città, ma per l’intero sistema logistico regionale. Gli operatori del settore e la cittadinanza attendono risposte concrete e immediate.

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