
Pescara. L’amministrazione Masci si appresta a portare in Consiglio Comunale, lunedì 22 giugno, una proposta di revisione della governance della riserva Dannunziana, presentandola come una svolta nella gestione di uno dei patrimoni ambientali più importanti della città.
Per il capogruppo del Movimento 5 Stelle Paolo Sola, tuttavia, “dietro gli annunci si nasconde una proposta vaga, contraddittoria e priva degli elementi essenziali che dovrebbero accompagnare una riforma di questa portata”.
“Si parla di rivoluzionare la governance della Riserva- commenta Sola – “ma in realtà il Consiglio Comunale viene chiamato ad approvare una delibera che non chiarisce praticamente nulla. Non sappiamo chi gestirà concretamente la Riserva, non sappiamo come verrà individuato il Direttore, non sappiamo quali requisiti dovranno avere gli esperti chiamati a supportare la gestione e non sappiamo nemmeno quali criteri verranno utilizzati per le future nomine. In sostanza, si chiede al Consiglio di firmare una delega in bianco”.
“La proposta”, aggiunge, “prevede, infatti, che molte delle scelte fondamentali vengano rinviate a successivi provvedimenti della Giunta comunale, senza che il Consiglio possa conoscere oggi l’assetto definitivo della nuova organizzazione. La contraddizione è evidente. Da una parte la maggioranza sostiene di voler separare la politica dalla gestione tecnica della Riserva – prosegue Sola – dall’altra, però, si riserva il potere di decidere successivamente ogni aspetto della nuova governance: dagli uffici competenti alla composizione dell’organismo consultivo, fino ai criteri con cui saranno individuate le figure chiamate a svolgere un ruolo fondamentale per il futuro della Pineta. La Giunta finge di fare un passo indietro, ma in realtà si tiene ben stretto il potere di decidere tutto e tutti. In una città che ancora porta le ferite dell’incendio del 2021, ci saremmo aspettati di discutere di biodiversità, di recupero ambientale, di monitoraggio scientifico e di coinvolgimento delle associazioni che da anni si occupano concretamente della tutela della Pineta. Invece ci viene presentato un contenitore vuoto, che rinvia ogni decisione sostanziale a un momento successivo”.
Per Sola, “una riforma credibile della governance della Riserva dovrebbe partire da criteri chiari, trasparenti e condivisi, garantendo il coinvolgimento delle migliori competenze scientifiche e ambientali del territorio”.
“La Pineta Dannunziana non è un ufficio comunale qualsiasi. È un bene identitario della città, una riserva naturale che merita una gestione all’altezza della sua importanza. Per questo servono regole definite, responsabilità chiare e massima trasparenza. Se davvero si vuole aprire una nuova fase – conclude Paolo Sola – si abbia il coraggio di portare in Consiglio una proposta completa e non l’ennesima scatola vuota da riempire successivamente con atti di Giunta”, conclude.



