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Pescara

Parte da Pescara la campagna Cgil contro lo sfruttamento dei lavoratori del turismo

Pescara. Ha preso il via questa mattina, giovedì 30 luglio, sul lungomare sud di Pescara, la nuova edizione della campagna itinerante della Filcams Cgil dedicata ai lavoratori e alle lavoratrici del turismo “Non c’è turismo senza di noi”.

Nel corso della conferenza stampa che ha aperto l’iniziativa, il segretario generale della Filcams Cgil Pescara, Davide Urbano ha illustrato dati e obiettivi di una mobilitazione giunta ormai al quinto anno consecutivo.

“Siamo il quinto anno sulle spiagge per portare informazione alle lavoratrici e ai lavoratori del turismo, per fare una campagna di sensibilizzazione anche degli stessi turisti”, ha spiegato Davide Urbano, sottolineando il paradosso che caratterizza il settore sul territorio, “A fronte di una crescita delle presenze turistiche pari al 25% nel 2025, con un primo semestre 2026 che segna già un +14%, le condizioni di lavoro non solo non migliorano ma in alcuni casi peggiorano”.

Il segretario ha citato numeri che fotografano una situazione di forte precarietà_ oltre il 57% dei lavoratori è impiegato con contratti part-time, il 90% delle lavoratrici e dei lavoratori del settore risulta inquadrato negli ultimi livelli del contratto collettivo nazionale e soltanto il 17% può contare su un contratto stabile. Il 70% delle lavoratrici e dei lavoratori del turismo, di questi l’80% è al sud, hanno una retribuzione pari o inferiore ai 14.000 euro annue, quindi sotto la soglia di povertà.

Una condizione che riguarda l’intero comparto turistico, dalle strutture ricettive a tutte le attività collegate. A rendere ancora più critico il quadro sono i controlli dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro, che registrano un 75% di irregolarità sui territori interessati, spesso legate a contratti che si discostano dalle declaratorie previste dal contratto collettivo nazionale per trasformarsi in veri e propri “patti di lavoro grigio”, ossia part-time contrattualizzati per 20 ore o meno che nascondono prestazioni reali di 40, 50 o addirittura 60 ore settimanali, senza un giorno di riposo. Una pratica che comprime ferie, permessi e trattamento di fine rapporto e che nei casi più gravi impedisce persino ai lavoratori stagionali di maturare le 13 settimane di contribuzione necessarie per accedere alla NASpI.

Sul fronte delle soluzioni, il segretario della Filcams Cgil Pescara ha indicato la necessità di un tavolo permanente con le istituzioni e le associazioni datoriali di categoria, per contrastare la diffusione dei cosiddetti “contratti pirata”, sottoscritti da sigle sindacali e datoriali non più rappresentative.

“Come si può avere la qualità del servizio se non c’è la qualità del lavoro?”, ha dichiarato Davide Urbano, ricordando che senza un salario dignitoso e una prospettiva di stabilità i lavoratori del turismo non hanno la possibilità di acquisire e consolidare la professionalità necessaria al settore.

Per quel che riguarda invece i bandi per la regolamentazione delle concessioni balneari, che dovrebbero essere comunali, “sarebbe auspicabile creare uno schema di bando tipo, prendendo come riferimento quanto previsto dal Codice degli Appalti, che preveda clausola sociale e l’applicazione dei CCNL di settore più protettivi, stipulati dalle OO.SS. e dalle associazioni datoriali comparativamente più rappresentative, nonché la previsione di decadenza della concessione in caso di violazione della normativa in materia di lavoro”.

La campagna è proseguita nel pomeriggio sul lungomare di Pescara centro, e domani, venerdì 31 luglio, si sposterà sul lungomare di Pescara nord e a Montesilvano.

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