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Pescara

“La Pineta di Montesilvano verso il disseccamento”: il Conalpa lancia l’allarme cocciniglia

Montesilvano. Anche a Montesilvano dilaga la paura per la cocciniglia tartaruga e il disseccamento della pineta sul lungomare.

A lanciare “un grido d’allarme rimasto finora inascoltato”, è il Conalpa, Comitato nazionale per alberi e paesaggio che, in una nota, afferma. “La Pineta di Montesilvano sta soffrendo in modo evidente e progressivo, mostrando chiari e diffusi sintomi di disseccamento. Un patrimonio naturalistico, paesaggistico ed ecologico inestimabile per l’intera comunità che rischia di essere irrimediabilmente compromesso nell’inerzia generale”.

Già a fine luglio, l’associazione per la tutela degli alberi, unita alle voci di cittadini preoccupati, aveva provveduto ad inoltrare segnalazioni agli enti preposti alla tutela e alla gestione delle alberature urbane: “Ad oggi”, prosegue la nota, “a distanza di settimane, la situazione sul campo appare del tutto immutata: nessun intervento visibile sembra essere stato avviato e il disseccamento avanza inesorabile sulla chioma di decine di pini”.

“Il principale indiziato di questo rapido degrado vegetativo è”, prosegue il Conalpa, “con ogni probabilità la Toumeyella parvicornis, nota comunemente come cocciniglia tartaruga del pino. Si tratta di un parassita alieno aggressivo che succhia la linfa degli alberi, indebolendoli fino a portarli al disseccamento totale e alla morte nel giro di poche stagioni se non contrastato tempestivamente. In emergenze fitosanitarie di questo tipo, il tempo è tutto. Ogni settimana di ritardo o di silenzio burocratico equivale a ridurre drasticamente le possibilità di salvataggio degli esemplari colpiti”.

“La comunità di Montesilvano e dell’area metropolitana rischia di perdere per sempre un numero altamente significativo di alberi storici, con conseguenze devastanti per il microclima locale, l’assorbimento dell’inquinamento e la fruibilità del parco. I cittadini e le associazioni ambientaliste chiedono risposte immediate e trasparenti. Non servono più rinvii o incontri programmatici a lungo termine: servono trattamenti fitosanitari immediati (come l’endoterapia o la lotta biologica guidata), monitoraggi tecnici sul campo e un piano d’azione di emergenza reso pubblico”, conclude il Conalpa.

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