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Elezioni Pescara, Costantini: “Controlli su cellullari e condizionamenti ai seggi”

Pescara. Garantire un presidio “particolarmente rigoroso del rispetto delle norme poste a tutela della libertà e della genuinità del voto” ed effettuare controlli “in prossimità e nei seggi elettorali”, così da evitare “forme di condizionamento” e impedire l’utilizzo dei telefoni cellulari.

E’ quanto chiede il candidato sindaco di Pescara per il centrosinistra, Carlo Costantini, in vista delle elezioni parziali dell’8 e 9 marzo prossimi, in una lettera inviata al Prefetto, al questore, al comandante provinciale dei Carabinieri e al comandante della Polizia locale, ricordando che le elezioni del 2024, poi parzialmente annullate dal Consiglio di Stato, sono state “connotate da plurime e gravi irregolarità, tali da determinare l’annullamento del voto e la conseguente ripetizione in ben 23 sezioni”.

Secondo Costantini è “necessario che venga impedita qualsiasi forma di pressione o molestia nei confronti degli elettori, quantomeno entro un raggio di 200 metri dall’ingresso nei seggi”.

Proprio per questo “si richiede un attento presidio delle zone di avvicinamento ai seggi, al fine di evitare che gli elettori vengano avvicinati, sollecitati o comunque condizionati nel percorso di accesso al luogo di voto”. Nel documento viene ricordata la normativa di riferimento, che vieta “qualsiasi forma di propaganda elettorale entro un raggio di 200 metri dall’ingresso dei seggi elettorali”.

Il candidato sindaco chiede inoltre che “siano ribaditi con chiarezza i divieti relativi all’introduzione e all’utilizzo di telefoni cellulari nella cabina elettorale e che siano predisposti controlli rigorosi per impedirne l’uso durante l’espressione del voto”. Il rischio è che “la pratica della fotografia della scheda possa essere strumentalizzata per finalità illecite, con grave pregiudizio della segretezza e della libertà del voto” Nel documento si sollecita “un’azione di vigilanza particolarmente attenta” e si ricorda che la violazione del divieto di introdurre telefoni nelle cabine elettorali è “punita con l’arresto da tre a sei mesi e con l’ammenda da 300 a 1.000 euro”.

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