
Pescara. “Emerge finalmente uno spiraglio di verità per quanto concerne la storia infinita del ‘dragaggetto’ del porto di Pescara, che si protrae ormai dallo scorso settembre”.
A riferirlo, polemicamente, è il vicepresidente del Consiglio Regionale; Antonio Blasioli, “carpendolo”, afferma, “dalle dichiarazioni della Presidente Aca Brandelli, che come tecnico sta seguendo i lavori, la quale ha affermato senza giri di parole: ‘Dobbiamo fare i conti con le risorse che abbiamo a disposizione'”.
“Insomma, dietro l’innovativo metodo di dragaggio tanto declamato e pubblicizzato c’è stata in realtà la necessità di operare con pochissime risorse finanziarie: ecco spiegati i tempi lunghissimi, necessari per rimuovere circa 3.000 metri cubi di materiale dal fiume, circa la metà di quelli previsti dall’intervento”, rimarca Blasioli, “Una quantità ridicola che ha garantito una minima praticabilità del porto, costringendo comunque i pescherecci a manovre pericolose, da svolgere sempre con la preziosa collaborazione della capitaneria di porto”.
“Oggi, a 7 mesi dall’avvio dell’intervento, dopo che, con tutta probabilità, il materiale rimosso è già stato rimpiazzato da quello portato dal fiume in questi mesi di attesa (visto che ogni anno si stima un deposito di circa ulteriori 15.000 mc di sedimenti), si annuncia che ad aprile partirà la rimozione degli altri circa 3.000 metri cubi previsti”, rilancia il consigliere regionale Pd, “Un quantitativo risibile e dal costo altissimo, oltre 500.000 euro, a causa della necessità di creare una mini vasca di colmata sulla banchina, operazione che a sua volta blocca i lavori di parziale svuotamento della vecchia vasca di colmata”.
“Di fronte a questa situazione e alle stime sbagliate su tempi e prospettive che si susseguono ormai da settembre, ci sembra sacrosanta la richiesta degli operatori di istituire un tavolo di confronto permanente sul dragaggio del porto”, conclude.



