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Teramo

Atto aziendale della ASL: quale futuro per la chirurgia dell’ospedale di Giulianova?

Giulianova. Con il nuovo Atto Aziendale, la ASL di Teramo ha istituito nell’ospedale di Giulianova l’Unità Operativa Semplice Dipartimentale (UOSD) “Chirurgia Generale e Day Surgery aziendale”, individuandola quale polo aziendale della Day Surgery, One Day Surgery e Week Day Surgery. Lo stesso Atto conferma, negli ospedali di Teramo, Atri e Sant’Omero, le Unità Operative Complesse di Chirurgia Generale.

Questa scelta ridefinisce la missione della chirurgia dell’ospedale di Giulianova. Dietro le denominazioni in lingua inglese, che potrebbero far immaginare un’offerta più ampia, il nuovo modello organizza la struttura come centro specializzato negli interventi chirurgici programmati, con ricoveri che possono concludersi nella stessa giornata, entro ventiquattro ore oppure dopo pochi giorni di degenza.
Una scelta che solleva più di una perplessità. L’ospedale di Giulianova insiste su un territorio con caratteristiche uniche nel contesto provinciale. La sua posizione baricentrica lungo la costa teramana lo rende facilmente raggiungibile da tutto il comprensorio costiero, anche in condizioni meteorologiche avverse. A ciò si aggiunge che la costa costituisce l’area più densamente popolata della provincia e che, durante la stagione estiva, il bacino di utenza aumenta sensibilmente per la presenza di migliaia di turisti. Queste caratteristiche avrebbero dovuto indurre a rafforzare il ruolo dell’ospedale di Giulianova quale presidio in grado di assicurare una risposta completa anche alle emergenze chirurgiche, anziché destinarlo prevalentemente alla chirurgia programmata.
I consiglieri regionali di centrodestra della provincia di Teramo hanno affermato che il nuovo Atto Aziendale garantirà presso la UOSD “Chirurgia Generale e Day Surgery aziendale” un’attività chirurgica H24, tutti i giorni della settimana, con la piena copertura dell’emergenza-urgenza, escludendo qualsiasi ipotesi di depotenziamento del servizio. Hanno inoltre sostenuto che i cittadini potranno continuare a essere operati a Giulianova anche per interventi di media complessità e che il nuovo modello consentirà di ampliare l’offerta chirurgica grazie alla presenza di specialisti provenienti dall’ospedale Hub. Sono dichiarazioni che, a nostro avviso, stravolgono il contenuto dell’Atto Aziendale. Anche volendo accettare quanto dichiarato dai consiglieri, vi è un aspetto che merita di essere chiarito. Se la struttura sarà chiamata a svolgere il ruolo di polo della chirurgia programmata, con un prevedibile incremento dell’attività operatoria, come potrà continuare ad assicurare una copertura chirurgica H24 e la gestione dell’emergenza-urgenza senza un consistente potenziamento delle risorse umane? È una domanda alla quale gli stessi consiglieri dovrebbero fornire una risposta chiara; diversamente, le loro dichiarazioni restano una semplice difesa d’ufficio.
Per questo motivo chiediamo alla ASL di Teramo di chiarire quale sarà l’organizzazione delle attività della chirurgia dell’ospedale di Giulianova e, in particolare, di fornire risposta ad alcuni interrogativi fondamentali.
Poiché il nuovo modello organizzativo è incentrato sulla Day Surgery, sulla One Day Surgery e sulla Week Day Surgery, chiediamo di chiarire quale sarà il percorso assistenziale dei pazienti qualora insorgano complicanze che richiedano un ricovero ordinario o un intervento chirurgico non differibile. Allo stesso modo, è necessario sapere se presso l’ospedale di Giulianova sarà garantita una guardia chirurgica attiva H24 e se i pazienti che accederanno al Pronto Soccorso con patologie chirurgiche urgenti potranno essere trattati direttamente presso il presidio giuliese oppure, nei casi che richiedano un intervento non differibile, dovranno essere trasferiti verso Teramo, Atri o Sant’Omero.
A rendere ancora più debole la posizione dell’ospedale di Giulianova ha certamente contribuito la cronica assenza di rappresentanti giuliesi nel Consiglio regionale, dove vengono assunte le principali decisioni in materia di programmazione sanitaria. L’impressione è che l’ospedale di Giulianova sia stato individuato come l’agnello sacrificale della riorganizzazione sanitaria provinciale, chiamato a rinunciare a una parte del proprio ruolo per preservare l’attuale assetto della rete ospedaliera. Non è accettabile che ciò avvenga a scapito dell’ospedale di Giulianova, che non per rivendicazioni campanilistiche, bensì per collocazione geografica, bacino di utenza e storia, rappresenta un punto di riferimento naturale per l’intera costa teramana.
In tutto questo, ci saremmo aspettati una presa di posizione ferma da parte del Sindaco, che in passato dichiarò di essere pronto persino a incatenarsi pur di difendere l’ospedale, e delle forze di centrodestra che lo sostengono. Non è invece arrivata alcuna richiesta di chiarimento né alcuna iniziativa pubblica nei confronti della ASL e della Regione Abruzzo, amministrata dalla stessa coalizione politica. Del resto, il suo accettare supinamente le decisioni assunte sull’ospedale non è certo una novità, ma l’atteggiamento che ha contraddistinto l’Amministrazione Costantini sin dal suo insediamento.

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