
Pescara. Dopo le dimissioni di Massimiliano Pignoli, assessore al Sociale, un’altra vicenda giudiziaria coinvolge la Giunta comunale di Pescara.
Ieri, infatti, il PM Andrea Di Givoanni ha chiesto una condanna a 2 anni e 8 mesi per un altro componente dell’Esecuvito Masci: l’assessore all’Urbanistica Claudio Croce, collegato dalla Procura al fallimento della società Anno Zero service avvenuto a Pescara nel 2020.
Insieme a Croce, è stata chiesta anche la condanna di Eugenio Seccia, attualmente consigliere comunale di Forza Italia e già assessore al Bilancio per Masci. Vicende non correlate all’attività amministrativa ma dall’inevitabile risvolto politico. Peraltro, al centro dell’inchiesta c’è Vincenzo Serraiocco, imprenditore ed ex assessore a sua volta nelle precedenti giunte di centrodestra.
E’ stato lo stesso Croce a dichiararsi “vittima del sistema Serraiocco” ed estraneo ai fatti contestati, durante la seduta di ieri in Consiglio: per lui, la difesa ha chiesto l’assoluzione per non aver commesso il fatto. Assoluzione chiesta anche dai legali di Seccia ma, in attesa della sentenza del prossimo 8 giugno, a chiedere “la testa” dei due è l’opposizione.
Il movimento Politico “Pettinari per l’Abruzzo”, per voce del Presidente Domenico Pettinari e dei consiglieri comunali Massimiliano Di Pillo e Giovanni D’Andrea, affermano: “Riteniamo opportuno che anche l’assessore Claudio Croce segua l’esempio del collega dimissionario rassegnando le proprie dimissioni. In caso contrario, chiediamo al Sindaco di ritirargli le deleghe fino alla definizione del procedimento giudiziario, nell’interesse esclusivo della credibilità dell’amministrazione comunale e della fiducia dei cittadini nelle istituzioni”.
Gruppo Pettinari che, dai banchi dell’Aula, hanno già mostrato uno striscione chiedendo di mettere “fuori gli indagati dalla giunta”.



