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Pescara

Cognomi “illustri” nei concorsi per il Comune di Pescara: scatta l’inchiesta

Pescara. La Procura di Pescara ha acquisito nei giorni scorsi, con un’ispezione della polizia giudiziaria negli uffici del settore Personale del Municipio, tutta la documentazione relativa alle più recenti assunzioni in Comune, nel solco di un’inchiesta su presunte irregolarità nei concorsi pubblici per l’accesso a posti nella dirigenza e negli staff comunali.

Come riporta il quotidiano Il Centro, nelle graduatorie e tra gli idonei al “posto in Comune” figurano diversi nominativi “illustri” legati per parentela o per attivismo a personaggi politici e istituzionali.

Una “bomba esplosa” dopo esposti sulle procedure concorsuali e alimentata dalle polemiche dell’opposizione in Consiglio e fuori, come il deputato Pd Luciano D’Alfonso che cita “un caso di un candidato che ha vinto due concorsi, e rispetto a quello meglio collocato nell’altezza nel palinsesto del Comune di Pescara con il livello più alto, rinuncia al livello più alto e si prende quello con il livello più basso, francamente mi sembra un atteggiamento di grande generosità”.

Dal Municipio arriva la risposta del Direttore Generale Fabio Zuccarini: “Le procedure concorsuali non sono frutto di discrezionalità politica, ma seguono standard di trasparenza rigorosi e percorsi normativi predefiniti e tipizzati. La gestione è blindata da una struttura tecnica a più livelli. Le commissioni tecniche sono composte esclusivamente da dirigenti di comprovata competenza. L’ausilio tecnico specializzato è fornito da operatore di notevole esperienza professionale che supporta l’intera procedura per assicurarne la fluidità normativa. Gli esperti esterni sono psicologi specialisti in tecniche di assessment che integrano e garantiscono l’oggettività delle valutazioni, il cui operato rientra nell’ausilio tecnico della società incaricata. La garanzia dell’anonimato è il cuore della procedura sino alla fase orale. Le prove scritte sono state svolte in anonimato con tablet. I criteri di valutazione sono stati predeterminati. Ogni punteggio è cristallizzato prima ancora che l’identità del candidato sia nota, annullando di fatto ogni possibilità di favoritismo. Le prove orali si sono svolte a porte aperte, in presenza dei candidati, con domande estratte a sorte”.

“Sostenere che la presenza tra gli idonei di dipendenti interni, parenti di politici o figure note sia sinonimo di irregolarità è un errore logico e giuridico: il merito non ha cognome”, rilancia Zuccarini, “Confondere la posizione di vicinanza personale con un amministratore comunale con una causa di illecito suggerisce l’idea di un’illiceità basata sul pregiudizio anziché sugli atti. Impedire o penalizzare qualunque cittadino per il solo fatto di avere un legame con la politica sarebbe una violazione palese dei principi di uguaglianza e buon andamento di cui agli articoli 3, 51 e 97 della Carta costituzionale. L’impegno etico, che affonda le radici nella cosiddetta Carta di Pisa, consiste nel non esercitare influenze, non nell’istituire ‘liste nere’ incostituzionali che vietino la partecipazione ai concorsi a determinate categorie di cittadini. Oltre che essere illegittimo e impossibile da garantire,  significherebbe affermare che l’intero sistema concorsuale, che la Costituzione pone a fondamento del reclutamento nel pubblico impiego, sia fallace. La proposta di vincolare gli amministratori a non far partecipare i propri parenti è giuridicamente inammissibile e inattuabile. Nessun amministratore ha il potere legale di impedire a un terzo di esercitare un proprio diritto soggettivo. Un codice etico che introducesse tali divieti sarebbe lesivo del principio di gerarchia delle fonti”.

“Questa Direzione Generale esprime massimo rispetto per il lavoro dell’Autorità giudiziaria e degli inquirenti. L’acquisizione degli atti è una normale procedura a seguito di un esposto. La posizione dell’intera Amministrazione è di totale apertura e collaborazione, certi che l’acquisizione degli atti confermerà la regolarità di una procedura che non teme alcuna verifica, poiché scritta interamente nel solco della legalità. Chi contesta ha il dovere morale e legale di indicare fatti specifici; in caso contrario, le allusioni restano suggestioni retoriche prive di fondamento”, chiosa ancora il Direttore generale del Comune di Pescara.

SECCIA: VICENDA STRUMENTALIZZATA

“Siamo contenti che l’Autorità giudiziaria intervenga sulle procedure concorsuali del Comune di Pescara per fare chiarezza una volta per tutte su una vicenda che, da settimane, è stata strumentalizzata dalle opposizioni attraverso una sistematica e irresponsabile macchina del fango che reputo infondata”, interviene l’assessore comunale al Personale, Eugenio Seccia, “Lo dico con la massima serenità e nel pieno spirito di trasparenza che ha sempre contraddistinto la nostra Amministrazione”.

“Che i concorsi pubblici siano aperti a tutti lo dice la legge”, rimarca, “tutte le illazioni sull’argomento, tutte le proposte populistiche dell’ultima ora, evidenziano solo la volontà di attaccare la maggioranza alzando ogni giorno di più i toni, come se la verità fosse in mano a chi urla di più. E invece questi modi misurano la debolezza di chi, anziché proporre alternative concrete,  insegue il consenso attraverso attacchi personali, urlati istericamente a squarciagola. Auspichiamo che gli approfondimenti richiesti alla Magistratura si svolgano nel più breve tempo possibile, in modo da dissipare le nubi artificialmente create dalle opposizioni in queste ultime settimane. La trasparenza non ci ha mai spaventato e non ci spaventa oggi, e lo dimostra il fatto che sono stati pubblicati tutti i nomi degli idonei dei concorsi, pur non esistendo un obbligo di legge: chi ha governato e governa con correttezza non teme i controlli, ma li considera una garanzia per le istituzioni e per la comunità”.

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