
Pescara. L’Associazione Radici in Comune ha inviato una formale diffida al Comune di Pescara, chiedendo “trattamenti endoterapici”, contro la cocciniglia “su tutti i pini comunali entro settembre 2026, prima che il periodo vegetativo si chiuda e l’efficacia dei trattamenti crolli”.
La presidente dell’associazione ed ex consigliera comunale Simona Barba, in una nota, spiega che già “nel 2021, una Determinazione della Regione Abruzzo individuava ufficialmente il focolaio di Pescara e dettava azioni e prescrizioni precise per il contrasto della Toumeyella parvicornis, la cocciniglia tartaruga del pino. Quelle prescrizioni, insieme a quelle del Decreto Ministeriale 3 giugno 2021, sono state disattese irresponsabilmente dalla nostra amministrazione comunale per quanto molte voci abbiano denunciato costantemente quanto stava accadendo”.
Radici in Comune, inoltre, chiede “una procedura per i pini privati, perché se non si tratta tutto il patrimonio arboreo, qualsiasi intervento pubblico è inutile: i focolai privati reinfestano le piante pubbliche trattate; trattamenti contemporanei su tutto il territorio, compresi i parchi, per evitare focolai e reinfestazioni; coordinamento con l’Osservatorio Regionale per la Tutela Fitosanitaria, per garantire che gli interventi seguano le indicazioni scientifiche e normative”.
“In alcune zone della città – via Colle di Mezzo, via del Santuario, parco di Villa Basile, l’intero quartiere San Giuseppe, Porta Nuova e tante altre – il peggioramento è evidente a tutti. I pini ingialliscono e le montagne di aghi secchi sono visibili a tutti lungo le strade: stanno finendo lì, a terra, tutti i nostri pini”, chiosa amaramente Barba.
Netta la replica dell’assessore al Verde, Gianni Santilli: “Il lavoro del Comune procede dal 2021, per contrastare la cocciniglia, con il supporto di professionisti, tant’è che siamo diventati un punto di riferimento per altri, e se sono già 4000 gli alberi trattati, altri saranno trattati a breve. Parlare dell’Amministrazione e dei tecnici del Comune come nemici giurati, come ha fatto Simona Barba dal 2024 a marzo 2026, non è sicuramente un atteggiamento produttivo e utile”.



