Allarme Gimbe medici di base: in Abruzzo la situazione sarà sempre più preoccupante
La Regione deve intraprendere azioni prioritarie

Abruzzo. “I dati della Fondazione Gimbe parlano chiaro: entro il 2028 ben 237 medici di famiglia andranno in pensione e negli ultimi cinque anni abbiamo già perso il 20% dei professionisti.
Un dato tra i peggiori in Italia. Un allarme che, purtroppo, è per noi cosa nota e si sta rivelando esattamente quello che avevamo denunciato già due anni fa, raccogliendo le preoccupazioni della Federazione dei medici di medicina generale d’Abruzzo, che l’ha poi rilanciata. In questi anni abbiamo anche combattuto battaglie concrete per territori rimasti senza copertura, soprattutto nelle aree interne, dove a pagare il prezzo più alto sono stati anziani e cittadini fragili. Ma la soluzione non c’è ancora e le prospettive dicono che il tempo per agire è sempre meno”, avverte il consigliere regionale Antonio Di Marco, più volte alle prese con il problema.
“Oggi quella situazione non solo non è stata risolta, ma rischia di esplodere: la Regione Abruzzo non ha ancora messo in campo risposte adeguate a quello che nel 2028 sarà un problema enorme per l’intera comunità, né soluzioni – ricorda Di Marco – . Questo significa una cosa molto semplice: sempre più cittadini rischiano di restare senza un punto di riferimento essenziale per la propria salute e si tratta soprattutto di persone che vivono nelle aree interne e in fasce di età fragile e vulnerabile. Non è un’emergenza improvvisa, ma il risultato di anni di mancata programmazione. E proprio per questo servono interventi immediati: rafforzare la medicina territoriale, rendere più attrattiva la professione e garantire un ricambio reale, soprattutto nelle aree più fragili. La sanità di prossimità è il primo presidio di equità. E senza medici di base, semplicemente, non esiste”.



