Parco Nazionale della Costa Teatina, Fossacesia presenta le sue proposte
La Giunta comunale approva le osservazioni sulle misure di salvaguardia provvisoria. Demanio, agricoltura, edilizia, turismo, opere pubbliche e partecipazione dei Comuni al centro delle richieste. L’Amministrazione: «Rispettiamo la sentenza del TAR, ma il Parco dovrà essere costruito insieme ai territori»

Fossacesia. La Giunta comunale di Fossacesia ha approvato, nella seduta di ieri, la delibera con la quale vengono formalizzate le osservazioni e le proposte di modifica alle Norme di Salvaguardia relative al procedimento di istituzione del Parco Nazionale della Costa dei Trabocchi e Teatina.
L’iniziativa fa seguito alla sentenza del TAR Abruzzo del 22 giugno 2026, che ha stabilito la necessità di concludere il procedimento nei termini previsti per la gestione provvisoria dell’area protetta. Spetterà ora al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica emanare il decreto ministeriale per la perimetrazione provvisoria e l’adozione delle relative misure di salvaguardia.
La decisione della Giunta arriva al termine di un approfondito lavoro istruttorio svolto dall’Ufficio Urbanistica e di un confronto che il sindaco e la Giunta hanno portato avanti nelle ultime settimane con amministratori e sindaci dei Comuni interessati, associazioni di categoria e rappresentanti istituzionali, attraverso incontri e riunioni in videoconferenza.
Un lavoro reso particolarmente intenso dalla ristrettezza dei tempi imposti dal procedimento e dalla necessità di trasmettere le osservazioni entro le scadenze previste.
In considerazione dell’urgenza, e come avvenuto anche in alcuni altri Comuni coinvolti nel procedimento, le osservazioni sono state approvate direttamente dalla Giunta comunale.
Lo scorso 1 settembre, prima dell’approvazione, si è inoltre svolto un incontro con il capogruppo dell’opposizione Giuseppe Ursini, alla presenza anche del responsabile del settore incaricato, Domenico Moretti, al quale sono stati sottoposti gli atti successivamente portati all’esame della Giunta. In quella sede è stata personalmente condivisa da Ursini , per ragioni di urgenza, la scelta di sottoporre la delibera alla Giunta anziché al Consiglio comunale.
«Abbiamo affrontato questo passaggio – sottolinea l’Amministrazione comunale – con senso di responsabilità e con uno spirito istituzionale e costruttivo. Rispettiamo pienamente la sentenza del TAR Abruzzo e allo stesso tempo, riteniamo indispensabile che le nuove misure di tutela siano compatibili con il territorio, con la pianificazione esistente e con le esigenze dei cittadini».
La proposta di perimetrazione trasmessa dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, sulla base delle indicazioni dell’ISPRA, interessa complessivamente 19 Comuni.
A Fossacesia la perimetrazione coinvolge circa 540 ettari, pari a circa il 18% dell’intero territorio comunale, una delle percentuali più contenute tra i Comuni interessati. Di questi, circa 103 ettari ricadono in Zona 1, caratterizzata dal livello di tutela più elevato, mentre le restanti aree sono distribuite tra Zona 2 e Zona 3.
La proposta interessa realtà territoriali profondamente differenti: aree naturalistiche e agricole, ma anche zone residenziali e produttive, strutture turistico-ricettive, infrastrutture e porzioni del demanio marittimo.
Da questa considerazione nasce una delle richieste fondamentali del Comune: evitare che le Norme di Salvaguardia producano effetti indistinti su territori caratterizzati da condizioni, livelli di antropizzazione e funzioni molto diversi.
«Il principio dal quale siamo partiti è semplice – evidenzia l’Amministrazione –: la tutela dell’ambiente e lo sviluppo del territorio non sono obiettivi contrapposti. Il Parco può e deve rappresentare uno strumento di tutela e valorizzazione, ma deve essere costruito tenendo conto dell’effettivo grado di antropizzazione, delle attività esistenti e degli strumenti di pianificazione già approvati».
Tra le principali proposte approvate dalla Giunta vi è la necessità di garantire un effettivo coordinamento tra le Norme di Salvaguardia e gli strumenti urbanistici comunali, a partire dal Piano Regolatore Generale e dal futuro PUC – Piano Urbanistico Comunale.
L’obiettivo è evitare che il regime transitorio del Parco possa determinare un blocco o un pregiudizio ai processi di trasformazione e sviluppo già programmati dalla città.
La richiesta non riguarda esclusivamente le capacità edificatorie, ma soprattutto la necessità di garantire certezza della pianificazione e del diritto, evitando sovrapposizioni, duplicazioni e conflitti tra i diversi livelli di governo del territorio.
Particolare attenzione è stata riservata al Demanio marittimo e al comparto turistico-balneare, che rappresentano una componente fondamentale dell’economia locale.
Il Comune ha proposto che l’intera spiaggia di Fossacesia venga ricompresa in Zona 3 anziché in Zona 2, ritenendo tale classificazione maggiormente coerente con l’attuale grado di antropizzazione dell’area e con gli strumenti di pianificazione già approvati, a partire dal Piano Demaniale Marittimo Comunale, approvato il 17 aprile 2025.
La richiesta assume particolare rilievo anche alla luce dell’avvio delle procedure del bando per le 14 concessioni demaniali marittime pluriennali.
L’obiettivo è evitare che le Norme di Salvaguardia possano paralizzare le attività degli attuali concessionari o impedire gli interventi che dovranno essere realizzati dopo il bando pubblico.
«Non possiamo pensare – sottolinea l’Amministrazione – che un nuovo regime di tutela possa tradursi in un congelamento delle attività, degli investimenti e della programmazione del nostro litorale. La tutela deve accompagnare lo sviluppo sostenibile della costa, non impedirlo».
Un altro capitolo centrale delle osservazioni riguarda il comparto agricolo.
Il Comune ha proposto di inserire nella zona 3 i terreni interessati dalle attività agricole, salvaguardando la possibilità di proseguire le ordinarie attività già presenti, nel rispetto della normativa vigente.
Per la Zona 2 viene inoltre richiesta la possibilità di consentire il transito dei mezzi necessari alle attività agrosilvo-pastorali, la manutenzione della viabilità interpoderale e l’apertura di nuovi tracciati stradali nelle aree agricole quando necessari alla conduzione dei fondi e compatibili con la disciplina vigente.
Particolare attenzione è stata dedicata anche al patrimonio edilizio rurale. Il Comune propone di consentire gli interventi di demolizione e ricostruzione, nel rispetto delle norme urbanistiche, paesaggistiche e di sicurezza, evitando di impedire la riqualificazione di fabbricati degradati o privi di particolare valore storico-testimoniale.
Una possibilità ritenuta importante anche per favorire l’efficientamento energetico e l’adeguamento o il miglioramento sismico del patrimonio edilizio esistente.
Fossacesia chiede inoltre che siano esclusi dal regime autorizzativo del Parco gli interventi di particolare interesse pubblico e strategico.
Tra questi vengono indicati le opere di urbanizzazione primaria e secondaria, gli interventi urgenti per la mitigazione del rischio idrogeologico e per la sicurezza della popolazione, le infrastrutture a rete, i sottoservizi e le opere necessarie a garantire la continuità dei servizi pubblici essenziali.
La futura disciplina dovrà inoltre consentire la manutenzione ordinaria e straordinaria delle infrastrutture e delle opere idrauliche necessarie alla sicurezza e alla resilienza del territorio, evitando ulteriori passaggi amministrativi nei casi in cui non vi sia un effettivo impatto sui valori ambientali tutelati.
Un’ulteriore proposta riguarda l’introduzione nelle Norme di Salvaguardia di un elenco chiaro degli «interventi sempre ammessi», che non debbano essere sottoposti a ulteriori autorizzazioni o nulla osta da parte del Parco.
Il Comune propone di ricomprendervi gli interventi edilizi minori e di manutenzione ordinaria previsti dalla normativa nazionale, le opere urgenti per la pubblica incolumità, la manutenzione delle infrastrutture e dei sottoservizi esistenti, le ordinarie attività agricole e di conduzione dei fondi, nonché gli interventi di manutenzione e conservazione dei trabocchi storici.
L’obiettivo è evitare che anche interventi ordinari e di limitato impatto siano sottoposti a procedimenti aggiuntivi, con conseguenti rallentamenti e appesantimenti burocratici per cittadini, imprese, agricoltori e operatori turistici.
L’Amministrazione comunale di Fossacesia ha inoltre proposto che nel Comitato di gestione provvisoria, che sarà nominato dal Ministro dell’Ambiente con proprio decreto, siano inseriti anche due componenti designati dai Comuni interessati.
Una richiesta che nasce dalla volontà di assicurare una presenza diretta dei territori nella fase di gestione provvisoria dell’area protetta.
Non tutte le proposte avanzate dal Comune vanno nella direzione di una riduzione dei vincoli.
Fossacesia ha infatti chiesto di riclassificare da Zona 3 a Zona 2 l’area sulla quale insiste il complesso monumentale di San Giovanni in Venere, aumentando quindi il livello di tutela dell’area e riconoscendone il particolare valore storico, paesaggistico e ambientale.
Una scelta che, secondo l’Amministrazione, dimostra come la posizione del Comune non sia quella di chiedere semplicemente «meno vincoli», ma di sostenere un Parco più coerente, differenziato e capace di concentrare i livelli di tutela laddove sono realmente necessari.
Le osservazioni approvate dalla Giunta saranno trasmesse al Ministero competente, alla Regione Abruzzo e all’ISPRA per le valutazioni nell’ambito del procedimento.
Il sindaco e l’Amministrazione comunale illustreranno il contenuto della delibera e della relazione nel corso di una assemblea pubblica che si terrà entro settembre, dando così la possibilità alla cittadinanza di conoscere nel dettaglio le proposte formulate dal Comune.
In questa prima fase l’Amministrazione si è concentrata sulle Norme di Salvaguardia. La questione della perimetrazione e della zonizzazione dovrà invece essere affrontata, sulla base della legge, nella successiva fase del procedimento, quando i Comuni interessati saranno chiamati a partecipare al confronto istituzionale.
Ed è proprio su questo passaggio che Fossacesia intende mantenere alta l’attenzione.
Il sindaco Enrico Di Giuseppantonio e l’Amministrazione comunale non solo illustreranno pubblicamente le osservazioni approvate, ma intendono affrontare successivamente il confronto sulla perimetrazione da proporre al futuro Comitato di gestione del Parco.
La normativa, recentemente modificata dalla legge 199/2025, ha infatti introdotto l’obbligo di coinvolgere i Comuni interessati anche nella seconda fase del procedimento, relativa all’adozione del decreto presidenziale volto all’istituzione definitiva del Parco.
“Riteniamo fondamentale – conclude l’Amministrazione – che nella fase successiva i 19 Comuni interessati siano pienamente coinvolti nella definizione della perimetrazione e della zonizzazione. Per Fossacesia sarà necessario valutare attentamente l’attuale proposta alla luce dell’assetto urbanistico e socio-economico, del grado di antropizzazione del territorio e della presenza di aree già sottoposte a specifici regimi di tutela.
La tutela dell’ambiente, l’agricoltura, il turismo, le attività economiche, la sicurezza del territorio e la qualità della vita dei cittadini devono poter convivere. Fossacesia è pronta a fare la propria parte, con senso di responsabilità e con una posizione chiara: il futuro del Parco deve essere costruito insieme ai territori e a tutti coloro che quella costa la vivono, la custodiscono e la valorizzano ogni giorno”.



