
Chieti. Si è costituito ieri, nella sala Torrese della CGIL di Chieti, il comitato comunale a sostegno delle due proposte di legge di iniziativa popolare: “Salute è Diritto” e “I Diritti Non Si Appaltano”. L’assemblea costitutiva ha segnato l’avvio di un percorso di mobilitazione locale che si tradurrà a breve in un calendario di iniziative pubbliche, con eventi, dibattiti e occasioni di incontro aperte alla cittadinanza.
Al comitato di Chieti hanno aderito: Cgil Chieti, Avs Chieti, Associazione Chieti Nuova 3 Febbraio, Comitato di Chieti “Salviamo la Costituzione”, Anpi Chieti, Partito Democratico di Chieti, Associazione studentesca 360 gradi, Arci Chieti (Lista in aggiornamento), Movimento 5 Stelle Chieti, Unione Giovani di Sinistra Chieti, Comitato civico “Salute pubblica” Chieti, Giovani Democratici di Chieti.
Le due proposte, che necessitano ciascuna di 50.000 firme per essere depositate in Parlamento, affrontano due delle questioni più urgenti sul piano sociale e del lavoro.
“Salute è Diritto” si articola in diciassette punti e ha come obiettivo dichiarato l’inversione del declino del Servizio Sanitario Nazionale. La misura più rilevante riguarda il finanziamento, la proposta fissa al 7,5% del Prodotto Interno Lordo la soglia minima del fondo sanitario nazionale a partire dal 2030, un livello sensibilmente più alto rispetto all’attuale 6,4% del 2025, già inferiore alla media europea. Si chiede inoltre la rimozione del tetto alla spesa per il personale sanitario, con organici determinati dai bisogni reali e non dai vincoli di bilancio, l’introduzione obbligatoria delle Case della Comunità e dell’assistenza territoriale su tutto il territorio, tempi di attesa certi sostenuti da strutture pubbliche, e una copertura universale per la non autosufficienza che prevede la presa in carico del 30% degli over 65 entro il 2028. La proposta esclude infine la sanità dall’applicazione dell’autonomia differenziata.
“I Diritti Non Si Appaltano” parte da un principio di equità: chi lavora in appalto o subappalto su attività tipiche del ciclo produttivo di un’azienda deve ricevere lo stesso trattamento economico e contrattuale dei dipendenti diretti di quella stessa azienda. La proposta estende tutele analoghe alle false partite IVA in condizioni di monocommittenza, introduce la responsabilità diretta del committente in materia di sicurezza, e prevede la trasformazione automatica in contratto a tempo indeterminato nei casi di intermediazione illecita accertata dall’Ispettorato del Lavoro, senza obbligo di ricorrere al giudice. Sono previsti inoltre il divieto di subappalto nei settori e nei territori a maggiore rischio e l’obbligo, per le aziende con oltre 15 dipendenti, di un confronto preventivo con il sindacato su ogni scelta di esternalizzazione.
La costituzione del comitato a Chieti si inserisce in una mobilitazione che coinvolge l’intero paese. Le firme saranno raccolte durante le inziative che saranno promosse dal Comitato e che sono in via di definizione, ma è possibile firmare anche online sulla piattaforma del Ministero della Giustizia tramite SPID o CIE.



