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L’Aquila Capitale italiana della cultura: atto di fiducia verso la comunità

Apertura ufficiale alla presenza di Sergio Mattarella

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inaugurato ufficialmente L’Aquila Capitale della Cultura 2026.

La sfida affrontata dalla città dopo “l’immane tragedia del terremoto del 2009 e con la quale si sta misurando ancora per completare l’opera di ricostruzione e di pieno rilancio” è stata “ardua” e di “successo”. “Essere capitale della cultura – ha aggiunto il capo dello Stato – sarà un prezioso contributo a questa impresa di successo della comunità aquilana, un’impresa che prosegue verso il futuro e che appartiene all’Aquila, ai suoi cittadini e che sta a cuore a tutta l’Italia. In un tempo di sofferenze indimenticabili L’Aquila e tutta l’Italia seppero reagire e mobilitare energie. Il lavoro di recupero, restauro e riavvio delle attività economiche e sociali ha portato a risultati importanti”.

Da Mattarella è arrivato anche un monito contro il ritorno di “strategie predatorie con il loro carico di morte e devastazione”. “La cultura è strumento principe di dialogo e quindi di pace – ha detto -. La cultura è strumento principe di dialogo, di impegno e quindi di pace. Investire in cultura vuol dire investire nella comunità, vuol dire investire in democrazia”.

Il titolo di Capitale della Cultura 2026, ha detto il ministro della Cultura Alessandro Giuli nel suo intervento, è il “meritato sigillo di una comprovata rinascita dalle macerie sempre più remote del nostro temuto e luttuoso inquilino: il costante moto della terra, culminato nel terremoto del 6 aprile 2009; e al tempo stesso è la prova concreta della scommessa vinta da una comunità operosa che ha saputo crescere come modello di partecipazione offrendo un esempio di visione collettiva, sicura di sé e aperta al mondo”.

“Diventare Capitale della Cultura non è cosa facile: occorre uno sforzo corale, creativo e amministrativo, tale da superare la formidabile concorrenza di altre numerose città italiane – ha aggiunto -. Vi assicuro che il coinvolgimento emotivo che state vivendo in questo momento, l’orgoglio di sentirvi persone speciali di un luogo speciale, è come un’onda luminosa che si propaga con una frequenza e una intensità di cui il ministero che rappresento ha avvertito immediatamente un calore che non si esaurisce nei confini della vostra città”.
“L’Aquila è a modo suo già Capitale della Cultura italiana da tempo immemore – – ha sottolineato il ministro – è la regina della nostra civiltà appenninica e trova in Rieti la sua naturale città federata per questa comune avventura”.

 

Biondi, ‘L’Aquila 2026 rinasce nel segno della cultura e dei giovani’

La rinascita dell’Aquila è descritta come “respiro della fede”, forza rigeneratrice e progetto rivolto alle nuove generazione. Nell’intervento di avvio in occasione della cerimonia, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi ha dedicato in primis un invito particolare ai giovani: “Siate esigenti, coraggiosi. Scegliete il vostro futuro”, richiamando le parole pronunciate dal presidente della Repubblica nel saluto di fine anno.

I ragazzi vengono indicati tra i protagonisti della ripartenza della città, molti dei quali hanno scelto di tornare per studiare, lavorare e mettere su famiglia. Un mondo, si sottolinea, fatto non solo di social, ma di sentimenti e sogni. Il riferimento alla serie ‘Stranger Things’, seguita nella notte di Capodanno, diventa metafora di un’infanzia interrotta come quella vissuta dagli adolescenti del cratere 2009 e del loro “Io ci credo” trasformato in messaggio collettivo.

La cultura è definita il perno della ricostruzione: autenticità, memoria, fondamenta e sviluppo. Un modello che guarda anche alle aree interne dell’Appennino, con il coinvolgimento di Rieti nel progetto 2026 per valorizzare legami storici del Centro Italia. Nel testo trovano spazio le citazioni di Ignazio Silone (“l’arte è un fiore selvaggio, ama la libertà”) e di Lev Tolstoj per ribadire che dove “c’è guerra non può esserci cultura”. Viene ricordata la tradizione aquilana del dopoguerra e il ruolo de “li boni homini de Aquila”, mentre l’attenzione si sposta sulle sfide attuali: il peso delle Big Tech, il rapporto tra umanesimo e scienza richiamato da Leonardo Sinisgalli, la necessità di un salto europeo nell’innovazione.

“L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 non è soltanto un riconoscimento prestigioso, ma un atto di fiducia verso una comunità che, con coraggio, dignità e coesione, ha saputo rialzarsi e farsi esempio per l’intero Paese”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, intervenendo oggi alla cerimonia di apertura ufficiale de L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026.

Nel suo intervento, Marsilio ha sottolineato il forte valore simbolico e civile dell’evento, ricordando come il titolo “onori la memoria e, allo stesso tempo, consacri il futuro» di una città e di un territorio duramente colpiti dal sisma del 2009. «Dietro le macerie – ha affermato – c’era una comunità che non si sarebbe mai arresa. In questi anni L’Aquila ha ricostruito edifici, chiese, teatri, ma soprattutto ha ricostruito la fiducia nelle istituzioni e nel futuro”.
Il presidente ha evidenziato come la nomina a Capitale italiana della Cultura assuma un significato che va oltre i confini regionali, rappresentando «la capacità dell’Italia di rialzarsi, di custodire il proprio patrimonio e al tempo stesso di innovarlo, facendo della cultura un motore di coesione sociale e di sviluppo».
Marsilio ha inoltre richiamato l’attenzione sul ruolo delle aree interne e dei territori dell’Appennino, sottolineando la necessità di puntare sulla cultura come leva di rigenerazione e valorizzazione del capitale umano. “Non assistenza, ma visione; non isolamento, ma integrazione”, ha ribadito, indicando l’Abruzzo come laboratorio di equilibrio tra modernità e tradizione, crescita economica e tutela del paesaggio.
Nel corso del suo intervento, il presidente della Regione ha ringraziato il Presidente della Repubblica per la sua presenza, il Ministro della Cultura per il sostegno al progetto, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e tutte le istituzioni che hanno contribuito al raggiungimento di questo traguardo, rivolgendo un ringraziamento speciale ai cittadini «che con forza e dedizione hanno ridato vita a una città ferita, ma mai vinta».
“Che questo anno da Capitale italiana della Cultura – ha concluso Marsilio – rappresenti per L’Aquila e per l’Abruzzo una nuova stagione di rinascita, di unità e di orgoglio nazionale”.

 

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