
Silvi. La struttura regionale della Protezione civile stamane, 31 marzo, ha effettuato un sopralluogo nella zona della spaventosa frana di Silvi.
Erano presenti, tra gli altri, i geologi Nicola Sciarra e Nicola Casagli, il sindaco Andrea Scordella e Maurizio Scelli, direttore dell’agenzia regionale di Protezione civile.
Criticità elevata – allerta rossa per rischio idrogeologico domani, mercoledì primo aprile, nella provincia di Teramo, bacino Tordino Vomano, area in cui si trova Silvi, territorio interessato da una frana che ha già provocato il crollo di alcune abitazioni.
È quanto prevede il bollettino diramato dal Centro funzionale d’Abruzzo della protezione civile.
Allerta rossa per rischio idraulico diffuso in una parte dell’Aquilano, cioè bacino basso dell’Aterno, e in una parte del Chietino, bacino basso del Sangro. Codice arancione, infine, nelle aree restanti della regione.
Apprensione in queste ore a Silvi, mentre prosegue il monitoraggio della frana da parte degli esperti. Otto gli edifici coinvolti, di cui tre crollati, tre lesionati e due sgomberati per precauzione. Sono in tutto 32 le famiglie che hanno dovuto lasciare le case.
Il punto della situazione in Comune. Un intervento rapido, coordinato ed efficace della macchina della protezione civile ha consentito di evitare conseguenze ben più gravi nel crollo della palazzina avvenuto nei giorni scorsi. A emergere, è il valore di una risposta tempestiva che ha messo al centro la salvaguardia delle vite umane.
A ricostruire la sequenza degli eventi è stato il sindaco di Silvi, Andrea Scordella, che insieme a Scelli e ai geologi Nicola Sciarra e Nicola Casagli, ha incontrato i giornalisti all’esito del sopralluogo: “L’allerta è scattata nelle prime ore del mattino, intorno alle 7.15–7.20, a seguito della segnalazione del responsabile comunale della protezione civile, che ha attivato immediatamente la struttura operativa e la polizia locale. Il crollo si è verificato intorno alle 13.30, molte ore dopo i primi segnali di criticità”.
Scordella ha poi evidenziato le misure adottate nelle ore successive: “Abbiamo disposto la chiusura della fascia alta interessata, comprese la scuola primaria, l’infanzia e la palestra. Al momento non si interverrà almeno fino a dopo Pasqua, ma stiamo valutando soluzioni alternative, anche per la delocalizzazione delle attività scolastiche”.
Sul piano tecnico, il geologo Nicola Casagli, del Dipartimento nazionale della Protezione civile, ha chiarito la natura dell’evento: “Si tratta di una frana tipica dell’area abruzzese, di piccole dimensioni e sviluppata in terreni sabbiosi, altamente permeabili. Questo tipo di fenomeno si innesca rapidamente ed è estremamente difficile da prevedere nei tempi”.
L’area, ha spiegato, era già nota e classificata a rischio: “Eventi di questo tipo sono conosciuti e cartografati, ma non è possibile stabilire quando si verificheranno. In questo caso, i segnali precursori sono stati colti per tempo e hanno portato a un’evacuazione preventiva, rivelatasi decisiva”.
Casagli ha quindi sottolineato l’efficacia della risposta: “È stata un’azione di protezione civile molto tempestiva ed efficiente, non sempre riscontrabile in situazioni analoghe. Inoltre, trattandosi di una frana di dimensioni contenute, sarà possibile intervenire con opere di ingegneria non eccessivamente complesse, già oggetto di studi e monitoraggi da parte delle università”.
Accanto agli aspetti tecnici, emerge con forza anche la dimensione umana dell’intervento, come evidenziato dal direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile, Maurizio Scelli: “Ci siamo trovati di fronte a persone che volevano restare nelle loro case, ed è comprensibile. In quei momenti serve grande umanità, ma anche la responsabilità di far capire che bisogna mettersi in salvo. È quello che abbiamo fatto, insieme al sindaco e ai volontari di protezione civile”.
Scelli ha raccontato episodi concreti che testimoniano la delicatezza delle scelte: “Abbiamo cercato di coniugare il rispetto delle regole con la sensibilità verso le storie personali, come nel caso di una struttura ricettiva legata al ricordo di una precedente tragedia familiare. Anche in questi casi abbiamo fatto tutto il possibile per valutare ogni soluzione”.
Determinante, ancora una volta, la tempestività ha concluso Scelli: “Già nelle prime ore del mattino erano stati segnalati scricchiolii sospetti. In pochi minuti siamo riusciti a convincere le persone a lasciare le abitazioni e accompagnarle in sicurezza. Questo ha evitato il peggio”.
Un lavoro corale che ha coinvolto tutti i livelli istituzionali: “A Silvi è stata presente l’Italia della protezione civile, con il Dipartimento nazionale, i centri di competenza e professionalità di altissimo livello. Con il presidente della Regione e i vertici nazionali abbiamo operato in piena sinergia per garantire la sicurezza del territorio”.
Infine, un riconoscimento a chi ha operato sul campo: “Il grazie va a tutti coloro che in questi giorni hanno lavorato senza sosta, con responsabilità e dedizione. Non si può ridurre tutto a polemiche: qui c’è stato un grande lavoro, che ha salvato vite umane”.






