Famiglia nel bosco: rafforzata la vigilanza per la presidente del tribunale dei minori

Abruzzo. In seguito agli attacchi e alle minacce ricevute sui social nei mesi scorsi, è stato deciso di innalzare la vigilanza nei confronti della presidente del Tribunale dei minori dell’Aquila, Cecilia Angrisano, che aveva già una protezione per via del ruolo.
La notizia, anticipata dal quotidiano il Centro, è stata confermata da fonti qualificate.
La presidente era finita nell’occhio del ciclone in seguito all’ordinanza con cui dispose la sospensione della responsabilità genitoriale nei confronti di Nathan e Catherine, la cosiddetta ‘famiglia del bosco’, e il conseguente allontanamento dei tre figli in una casa famiglia.
Proprio ieri la stessa presidente, insieme con il procuratore David Mancini, aveva affidato ad una nota la replica alle polemiche sull’ordinanza di allontanamento di mamma Catherine dalla struttura protetta. “Ogni iniziativa giudiziaria” di competenza dei giudici minorili – le loro parole – “è ispirata esclusivamente ai principi di tutela dei diritti delle persone di minore età”. Nello stesso comunicato i magistrati evidenziavano anche i “toni aggressivi e non continenti” dei commenti degli ultimi giorni.
I messaggi che sono arrivati, non oggi ma da mesi, alla dottoressa Angrisano sono di una violenza verbale inaccettabile”.
Lo afferma Claudio Cottatellucci, presidente dell’Associazione italiana magistrati per i minorenni e per la famiglia (Aimmf) commentando l’innalzamento della vigilanza nei confronti della presidente del Tribunale dei minorenni dell’Aquila in seguito all’ordinanza con cui è stato disposto l’allontanamento di Catherine, la mamma dei ‘bimbi del bosco’, dalla casa-famiglia.
“Quanto successo è anche l’effetto dei social e di un certo imbarbarimento della comunicazione e dei social”, aggiunge all’ANSA.
Alla base dell’escalation, evidenzia, c’è anche un problema culturale e di comunicazione: “Quello che non viene trasmesso è il funzionamento reale del sistema”. Secondo Cottatellucci, nel dibattito pubblico si diffonde spesso l’idea che i giudici agiscano con una “discrezionalità incontrollata”, mentre le decisioni dei giudici vengono prese “dentro criteri legali molto precisi e stringenti”. Il presidente dell’associazione ricorda, in ogni caso, che i provvedimenti giudiziari “non sono infallibili”, ma possono essere corretti attraverso il sistema delle impugnazioni.



