
Abruzzo. Disciplinare in modo puntuale ed efficace i trapianti di rene da donatore vivente, uniformando le procedure di presa in carico dei pazienti e incentivando il ricorso a questa tipologia di procedura, ad oggi una delle opzioni terapeutica per assicurare una migliore qualità di vita e un più alto indice di sopravvivenza.
E’ l’obiettivo della delibera di giunta, approvata nel corso dell’ultima seduta su proposta dell’assessore alla Salute, Nicoletta Verì. Il provvedimento segue di poche settimane quello sugli espianti di organo “a cuore fermo”, nell’ottica del potenziamento delle attività di trapianto in Abruzzo che il governo regionale sta portando avanti.
Sul trapianto di rene la Regione ha recepito le indicazioni nazionali, demandando al coordinamento regionale per i trapianti di istituire uno specifico tavolo tecnico (composto dai direttori delle unità operative di nefrologia e dialisi degli ospedali abruzzesi e da un rappresentante delle associazioni dei pazienti indicato dall’Aned, che potrà contare anche sul supporto dei sanitari della unità operativa Chirurgia generale e dei trapianti della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, dei responsabili delle rianimazioni regionali e sugli altri professionisti medici e sanitari coinvolti nel processo di donazione e trapianto) su questa tematica e di predisporre un documento operativo da condividere con il Dipartimento Sanità e le Asl.
“In tutta Italia e anche in Abruzzo – sottolinea l’assessore – il ricorso ai trapianti di rene da donatore vivente registra livelli notevolmente inferiori rispetto ad altri Paesi europei, soprattutto perché è necessario potenziare una preventiva e corretta informazione del paziente e dei suoi congiunti che deve iniziare negli ambulatori di nefrologia. Parallelamente è fondamentale intervenire anche sugli aspetti di organizzazione clinica, implementando la rete degli ambulatori di pre-dialisi e coordinando le strutture nefrologiche regionali”.



