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Parrucche e trattamenti di pigmentazione per malati oncologici: contributi regionali ancora bloccati

Abruzzo. La mancanza di fondi per il ristoro per i malati oncologici e i trapiantati costretti a curarsi fuori dalla nostra regione nel bilancio approvato in giunta, in seguito ripristinati nella stesura finale del bilancio, grazie al lavoro del Patto per l’Abruzzo, non è stata solo una dimenticanza. Che si tratti di una precisa scelta lo conferma un altro ritardo molto preoccupante della giunta Marsilio.

La Regione Abruzzo ha dal 2021 una bella legge regionale, la n. 28, per ristorare in minima parte l’acquisto di parrucche e dei trattamenti di dermopigmentazione a contrasto dell’alopecia secondaria a seguito di trattamenti chemioterapici.
“È una legge – ricorda Blasioli – di cui sono onorato di essere stato tra i primi firmatari assieme alla collega Scoccia e al consigliere Montepara, per venire incontro ai pazienti affetti da patologie oncologiche e che, dal 2025, grazie a una modifica di cui mi sono fatto promotore, è stata estesa anche alle persone affette da displasia ectodermica, una malattia genetica rara che fortunatamente riguarda meno di dieci casi in Abruzzo”.

“Le terapie oncologiche – sottolineano Antonio Blasioli e Michela Di Stefano – comportano un forte impatto non solo fisico, ma anche psicologico, del quale la caduta dei capelli rappresenta spesso uno degli effetti collaterali più visibili e difficili da affrontare. La possibilità di accedere al contributo per acquistare protesi tricologiche – le cosiddette “parrucche” – o per sottoporsi a trattamenti di micropigmentazione del cuoio capelluto, può essere un supporto concreto e significativo nel percorso di cura e ripresa della dignità personale. L’opportunità di ottenere i contributi per l’acquisto di dispositivi per contrastare l’alopecia secondaria da trattamenti chemioterapici è, senza dubbio una notizia positiva per i tanti malati oncologici che stanno affrontando questo difficile percorso”.

Questa legge ha dovuto già affrontare un percorso tortuoso prima della sua entrata in vigore, con ricorsi dinanzi alla Corte Costituzionale, e nel 2024 per la prima volta la Regione ha inviato i fondi alle singole Asl perché emettessero i bandi.
“Nel primo anno della sua attuazione, il 2024, il bando per richiedere i contributi, affidato alle singole Asl, è uscito solo a fine dicembre e quindi con pochissimi giorni per fare domanda, tuttavia, con un intervento pubblico – spiega Blasioli –, sono riuscito a ottenere una proroga dei termini”.
Nel 2025, nonostante la somma di sole 150.000 euro sia stata prevista in bilancio, e fosse dunque disponibile dal mese di gennaio, il bando non sembra essere uscito in nessuna Asl regionale. Abbiamo comunque inviato una richiesta ricognitiva per avere certezza in merito, nonostante ci siano pochi dubbi per la maggior parte delle stesse I fondi sono stati stanziati anche per l’annualità 2026.
La nostra richiesta è quella di pubblicare velocemente questi avvisi – continuano Blasioli e Di Stefano – che sono avvisi fotocopia di quelli del 2024. Ricordiamo infatti che parliamo di rimborsi a famiglie fragili, spesso donne, che affrontano la malattia e anche il primo e più visibile cambiamento fisico, determinato dalla perdita dei capelli e ricordiamo soprattutto che parliamo di rimborsi minimi riferiti a spese effettuate nell’anno precedente a quello di invio della domanda. In questo caso, parlando del bando 2025, ci riferiamo a spese del 2024.
Questi ritardi, ormai consueti, ci spingono a considerazioni politiche, riguardanti il fatto che la Regione Abruzzo ancora una volta dimentica i più fragili, i malati più gravi e tra questi in particolare le donne. Non perdiamo tuttavia un atteggiamento costruttivo per chiedere al governo regionale di migliorare la legge. Occorre iniziare a pensare a modifiche normative che mirino a tenere aperti questi avvisi tutto l’anno e che permettano di aumentare la percentuale di rimborso sulla spesa per le parrucche. Il bassissimo tetto dei 200 euro, infatti, poteva essere giustificato solo in fase di prima applicazione della legge, ora non più. Non è stata data inoltre applicazione agli articoli che prevedono la nascita di un progetto denominato “Banca dei capelli” con la funzione di radicare la cultura della donazione, attraverso la sottoscrizione di apposite convenzioni con le associazioni di categoria dei parrucchieri della Regione, nonché con imprese di produzione o distribuzione di parrucche, che si impegnino ad accettare la donazione di ciocche di capelli in cambio della fornitura gratuita di parrucche. Ci sono alcune associazioni presenti nel territorio che si occupano del tema e dalla cui spinta questa norma è nata – pensiamo per Pescara all’Associazione “I colori della vita”, ma nelle altre province ce ne sono altre – che già da prima di questa legge e ancora oggi donano parrucche alle donne meno abbienti.
Non è stata predisposta neanche l’attività di ascolto a sostegno dei pazienti oncologici prevista dall’art. 6. Si tratta di percorsi di sostegno e accompagnamento destinati ai pazienti oncologici in collaborazione con le organizzazioni del terzo settore.
Ci aspettiamo una risposta pronta e celere da parte della Regione Abruzzo. È fondamentale garantire a tutti i pazienti oncologici abruzzesi la possibilità di accedere ai rimborsi per questi importanti supporti, che contribuiscono a migliorare la loro qualità di vita durante un percorso di cura già molto difficile”.

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