Manovra regionale, “toni trionfalistici fuori luogo della maggioranza”
Il commento del consigliere Giovanni Cavallari

“Leggendo le dichiarazioni trionfalistiche della maggioranza regionale sulla manovra finanziaria, non posso non rilevare una profonda distanza tra la narrazione del centrodestra e la realtà che vivono cittadini e territori”.
Sono le parole del capogruppo di Abruzzo Insieme, Giovanni Cavallari.
“Parliamo di una manovra da 5,6 miliardi segnata da tagli generalizzati ai dipartimenti, da una finanziaria presentata e poi modificata dallo stesso centrodestra nel tentativo di renderla politicamente sostenibile e presentabile ai cittadini, e soprattutto da un aumento dell’IRPEF regionale imposto per coprire i debiti della sanità. Debiti che, tuttavia, non si traducono in alcun miglioramento dei servizi: le liste d’attesa restano inaccettabili, la mobilità passiva continua a crescere e i LEA rimangono lontani dagli standard richiesti”.
“A preoccupare è anche la gestione della Protezione civile regionale, un settore cruciale per una regione fragile come l’Abruzzo. Invece di rafforzare prevenzione, pianificazione e supporto ai volontari, si assiste a una progressiva marginalizzazione del comparto, con risorse limitate e una visione più emergenziale che strutturale. Un approccio miope che espone il territorio a rischi sempre maggiori. In questo contesto, la Provincia di Teramo risulta ancora una volta penalizzata e ridimensionata, con un peso politico sempre più marginale nelle scelte strategiche regionali. Un territorio che contribuisce in modo significativo, ma che continua a ricevere risposte insufficienti”.
E ancora: “Di fronte a questo quadro, sentire la maggioranza vantarsi di essere “unita e coesa” appare quantomeno fuori luogo. L’unità non è un valore se serve solo a difendere scelte sbagliate e a scaricare i costi sui cittadini senza offrire soluzioni concrete. Il compito della politica dovrebbe essere quello di migliorare la vita delle persone e la sicurezza dei territori, non quello di celebrare una compattezza che produce più tasse, meno servizi e nessuna prospettiva di cambiamento”.



