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Abruzzo

Interpellanza sui farmaci oncologici innovativi: “l’inerzia della Regione sull’argomento colpisce i fragili”

Abruzzo. “Non si può trattare l’accesso ai farmaci innovativi come una voce da contenere: significa ridurre possibilità di cura e speranze, soprattutto per i pazienti più fragili.

Con la mia interpellanza ho posto una questione molto concreta: capire come vengono utilizzati i fondi derivanti dal payback farmaceutico e quelli destinati ai farmaci innovativi, chiedendo trasparenza, indirizzi chiari e una verifica puntuale sull’effettivo impiego delle risorse disponibili, in modo da poter aprire nuove strategie e dare maggiori risposte a una platea estremamente sensibile”, così il consigliere Antonio Di Marco, firmatario di un’interpellanza sull’argomento.

 

“Ho chiesto un quadro aggiornato sull’utilizzo da parte delle ASL, quali strategie la Regione intenda adottare per monitorare e orientare queste risorse e se esistano scostamenti tra quanto disponibile nel fondo per i farmaci innovativi e quanto effettivamente speso, visto che gli investimenti su questo fronte sono notevolmente più bassi delle disponibilità del Fondo – illustra Di Marco – . Per queste ragioni la risposta dell’assessora Verì mi ha lasciato allibito: le risorse vengono assorbite per garantire l’equilibrio del sistema. È un’impostazione che rischia di appiattire tutto su una logica ragionieristica, trascurando il punto centrale: queste risorse nascono per tradursi in cure migliori per i cittadini e questo l’Abruzzo non lo sta facendo. Questo è emerso. Nonostante la spesa per farmaci innovativi sia stata inferiore alle risorse disponibili negli anni. Questo significa che esiste uno spazio reale per rafforzare l’accesso a terapie avanzate, in particolare in ambito oncologico, senza compromettere i conti pubblici e il Governo regionale questo non lo ha neanche considerato. Non solo: una gestione più oculata e programmata potrebbe evitare criticità già registrate in passato su altre categorie di farmaci e persino generare economie. Ma qui serve una scelta politica chiara. Non si può continuare a intervenire solo con logiche di contenimento quando siamo davanti a strumenti che rappresentano innovazione, qualità della cura e prospettive concrete per i pazienti. Serve una strategia capace di integrare queste risorse dentro una programmazione sanitaria più avanzata. I margini ci sono, i dati lo dimostrano. Ma serve la volontà di utilizzarli fino in fondo. La sanità non è solo equilibrio di bilancio, peraltro non abbiamo visto funzionare le strategie mirate a questo: è, prima di tutto, diritto alla salute. È questa la svolta che serve”.

 

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