Concessioni demaniali, i 19 comuni costieri abruzzesi fanno squadra: il modello Abruzzo rafforza il coordinamento
A Francavilla al Mare il confronto tecnico-amministrativo promosso da ANCI Abruzzo. Al centro il bando-tipo ministeriale, le richieste al Governo e alla Regione e la tutela delle imprese balneari. Previsti nuovi incontri per accompagnare le amministrazioni.

Fossacesia. Regole chiare, strumenti adeguati e una posizione condivisa da portare ai tavoli istituzionali. I 19 Comuni costieri abruzzesi rafforzano la collaborazione sulle concessioni demaniali marittime attraverso il coordinamento promosso da ANCI Abruzzo. Un percorso che mette insieme amministratori e strutture tecniche per affrontare una fase importante per il futuro delle attività balneari e del turismo sulla costa regionale.
Il confronto si è svolto a Francavilla al Mare, nell’ambito del coordinamento tecnico-amministrativo, con la partecipazione di amministratori, dirigenti e funzionari dei Comuni costieri. Al centro della riunione gli sviluppi del confronto nazionale, le criticità delle procedure di affidamento e le indicazioni contenute nella nota tecnica discussa dal Comitato direttivo nazionale ANCI lo scorso 27 ottobre.
A coordinare i lavori è stato Enrico Di Giuseppantonio, sindaco di Fossacesia, delegato regionale ANCI per il Demanio e componente della Commissione nazionale ANCI sul Demanio marittimo. La parte tecnica è coordinata da Antonio D’Alessandro, dirigente del Comune di Pescara.
L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato nell’ultimo anno da ANCI Abruzzo attraverso due livelli di confronto: quello politico, con gli amministratori dei Comuni costieri, e quello tecnico-amministrativo, con dirigenti e funzionari. È questa la caratteristica del cosiddetto Modello Abruzzo , che punta a integrare indirizzo politico e competenze tecniche, favorendo la condivisione delle problematiche e delle proposte, nel rispetto dell’autonomia di ciascuna amministrazione.
Uno dei temi centrali è stato lo schema di bando-tipo previsto nell’ambito della legge 118/2022 e del successivo quadro normativo. Il documento, pensato come riferimento programmatico e operativo per i Comuni, senza carattere vincolante, è atteso nella versione aggiornata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che dovrà trasmetterlo alla Conferenza Unificata recependo anche le osservazioni formulate dall’ANCI.
Nel corso della riunione sono stati approfonditi il ruolo del Codice della Navigazione come riferimento normativo primario, l’autonomia delle amministrazioni nella scelta delle modalità di affidamento e il rapporto con le disposizioni regionali e i regolamenti comunali, nel rispetto della normativa nazionale ed europea.
Particolare attenzione è stata riservata alla continuità dei servizi sulle spiagge e alla determinazione degli indennizzi spettanti ai concessionari uscenti, con un approfondimento sulle responsabilità dei soggetti coinvolti e sugli oneri legati alle perizie.
Dal confronto è emersa la necessità di un quadro di regole più definito e di un sostegno concreto alle amministrazioni, chiamate a gestire procedure complesse con rilevanti implicazioni amministrative, economiche e legali.
Tra le priorità figura la definizione di criteri tecnici nazionali uniformi per accertare la scarsità della risorsa naturale, evitando interpretazioni differenti da Comune a Comune e responsabilità legate all’assenza di indicazioni certe.
Su questo punto ANCI Abruzzo chiede di rinviare l’approvazione della definizione della scarsità della risorsa naturale presentata dalla Regione Abruzzo, per consentire ulteriori approfondimenti tecnici e un necessario coordinamento con il quadro normativo nazionale.
Al Governo viene inoltre chiesto di prevedere risorse finanziarie adeguate per sostenere i costi delle procedure e le attività di gestione e tutela del litorale, valutando anche forme di compartecipazione dei Comuni al gettito dei canoni demaniali marittimi.
Tra le proposte figurano l’istituzione di un help desk ministeriale e strumenti di assistenza e tutela legale per gli Enti locali, anche attraverso il coinvolgimento dell’Avvocatura dello Stato e forme di supporto istituzionale da concordare con il Governo.
Per gli indennizzi ai concessionari uscenti, ANCI chiede inoltre che le linee guida elaborate dai commercialisti per la loro quantificazione possano rappresentare un riferimento facoltativo per i periti, senza introdurre ulteriori vincoli formali nell’iter di approvazione del bando-tipo.
Nel confronto resta centrale anche la posizione dei concessionari uscenti, in particolare delle numerose imprese balneari a conduzione familiare che caratterizzano il litorale abruzzese.
Attività costruite nel corso di decenni, investimenti, professionalità e conoscenza del territorio costituiscono un patrimonio economico e sociale che ha contribuito allo sviluppo turistico della costa. Per ANCI Abruzzo è importante che questi elementi, insieme alle ricadute occupazionali ed economiche dei nuovi affidamenti, trovino adeguata considerazione, nel pieno rispetto delle disposizioni normative e dei principi che regolano le procedure.
Il coordinamento proseguirà nelle prossime settimane con ulteriori appuntamenti tecnici e politici, anche in relazione agli sviluppi del confronto nazionale e alla pubblicazione della versione definitiva del bando-tipo.
Il percorso punta inoltre a favorire, attraverso il confronto sul bando-tipo, un’impostazione il più possibile omogenea delle procedure lungo l’intera costa abruzzese. Un obiettivo da perseguire mettendo in rete le competenze e l’esperienza dei tecnici delle amministrazioni, insieme all’impegno dei sindaci e degli amministratori delegati al Demanio, che stanno seguendo questo percorso con passione e responsabilità. Una collaborazione che può rappresentare un valore aggiunto per tutti i Comuni, pur nel rispetto delle rispettive autonomie.
L’obiettivo è offrire alle amministrazioni un luogo stabile di confronto, nel quale condividere esperienze, approfondire le questioni ancora aperte e individuare soluzioni alle criticità comuni, lasciando a ciascun ente la piena autonomia nelle decisioni di propria competenza.
«Il Modello Abruzzo dimostra il valore del lavoro condiviso tra amministratori e strutture tecniche. I 19 Comuni costieri stanno affrontando questa fase con serietà e responsabilità, ma servono regole chiare, risorse adeguate e strumenti concreti di tutela. È fondamentale mantenere alta l’attenzione anche sulle imprese balneari, molte delle quali familiari, che con anni di lavoro e investimenti hanno contribuito alla crescita della nostra costa. I Comuni non possono essere lasciati soli ad affrontare una materia così complessa.
Vogliamo che il lavoro avviato possa tradursi in un patrimonio condiviso di competenze e buone pratiche. L’obiettivo è fare in modo che i Comuni abruzzesi possano contare su un riferimento comune e su un’impostazione quanto più possibile uniforme, grazie alla professionalità dei loro tecnici e all’impegno degli amministratori. È un lavoro di squadra che nasce dalla volontà di accompagnare concretamente i territori in una fase così importante», dichiara Enrico Di Giuseppantonio.
Il presidente di ANCI Abruzzo e sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, sottolinea il valore della collaborazione tra le amministrazioni: «Il percorso avviato dai Comuni costieri consente di mettere in comune competenze, esigenze e proposte, portando all’attenzione nazionale le problematiche dei territori. Il confronto tra amministratori e tecnici, insieme alla necessaria attenzione per le imprese balneari, è essenziale per arrivare a procedure chiare e sostenibili, nel rispetto delle norme e dell’autonomia delle singole amministrazioni».
Con il Modello Abruzzo, ANCI Abruzzo punta dunque a consolidare una strategia condivisa tra i Comuni del litorale, rafforzando il dialogo con Governo e Regione e accompagnando le amministrazioni in una fase importante per il futuro delle concessioni demaniali marittime e del sistema turistico costiero.



