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Abruzzo

Caro carburanti: taglio delle accise per 20 giorni. Una toppa che non regge

Abruzzo. All’indomani della riunione straordinaria del Direttivo Nazionale, convocata d’urgenza per analizzare l’escalation dei prezzi dei carburanti, l’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” ha inviato una richiesta formale alla Presidente del Consiglio dei Ministri, on. Giorgia Meloni, ed al Ministero dell’Economia e delle Finanze, on. Giancarlo Giorgetti, chiedendo la riduzione immediata delle accise sui carburanti al fine di tutelare il potere di acquisto dei consumatori.

A distanza di qualche ora, nella tarda serata del 18 marzo, si è riunito il Consiglio dei Ministri che ha adottato un taglio temporaneo alle accise della durata di soli 20 giorni.
La risposta c’è stata. Ma solo per venti giorni. Una toppa. Non una soluzione.
“Prendiamo atto della decisione – afferma Massimo Bomba Vicepresidente dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”- ma venti giorni non bastano. Le famiglie pagano due volte: alla pompa e sul prezzo dei beni di prima necessità. È la doppia stangata. E tra poche settimane tutto ricomincerà, perché nulla di strutturale è stato fatto”.

Il carburante non è un bene come gli altri. È il motore della distribuzione, dei trasporti, dei supermercati. Aumenti alla pompa si riflettono immediatamente sulle spese quotidiane delle famiglie. Pane, latte, frutta, pasta: tutto sale. Chi ha un budget limitato sente ogni centesimo. Chi gestisce un negozio subisce una pressione insostenibile.
Venti giorni di accise ridotte non cambiano la sostanza. “È più un gesto simbolico più che una soluzione concreta – continua Bomba. Non ferma l’inflazione. Non dà ossigeno ai bilanci familiari. Non offre certezze. Servono misure durature, capaci di proteggere il potere d’acquisto nel tempo”.
C’è poi un sospetto che non si può ignorare: la coincidenza tra la misura e l’imminenza della consultazione referendaria dei prossimi giorni. Facile immaginare che un gesto così limitato possa avere finalità politiche più che economiche.
“Non possiamo accettare che politiche a tutela dei cittadini diventino strumenti di consenso a breve termine – tuona il Vicepresidente Nazionale Bomba. La tutela dei consumatori non può piegarsi a logiche elettorali. Serve una visione strategica e duratura, non annunci estemporanei”.
Il contesto internazionale non aiuta. I mercati energetici restano instabili. I prezzi continuano a salire. Una misura temporanea è solo un cerotto su una ferita aperta. Venti giorni di accise ridotte rischiano di spacchettarsi appena scadono.
L’Associazione chiede, quindi, al Governo un cambio di passo: misure strutturali, durature, che proteggano i consumatori dall’oscillazione dei mercati. Tagliare le accise in maniera continuativa non è un costo: è un investimento. Sostenere i consumi, contenere l’inflazione, salvaguardare la coesione sociale.
“Ci aspettiamo interventi concreti – conclude Massimo Bomba – e l’apertura di un tavolo permanente per neutralizzare gli effetti dei mercati energetici sui prezzi al consumo. Venti giorni di taglio delle accise non bastano. Non fermano la spirale dei rincari. Non danno certezze. Non aiutano chi ogni giorno sente il peso di un carrello della spesa che diventa sempre più caro”.

L’Associazione continuerà a monitorare la situazione, farsi portavoce dei cittadini e valutare ulteriori iniziative se le misure rimarranno insufficienti. La tutela del potere d’acquisto non può avere scadenze di venti giorni. Tagliare le accise non è un costo. È una scelta politica. È la differenza tra un gesto simbolico e una vera politica a tutela dei cittadini.

 

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