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Abruzzo

Canoni consortili in Abruzzo: le precisazioni di Arap

Abruzzo. Le osservazioni formulate dagli esponenti del Partito Democratico sui canoni consortili offrono ad ARAP l’occasione per fornire alcuni chiarimenti e illustrare il percorso di riorganizzazione e miglioramento della gestione delle aree produttive abruzzesi.

Le questioni sollevate, in particolare quelle riguardanti i piccoli nuclei industriali, la proporzionalità degli importi e le possibili sovrapposizioni nei costi dei servizi, sono oggetto di attenzione nell’ambito del confronto già avviato con le amministrazioni comunali e le imprese.

Il canone consortile non costituisce una nuova imposizione. Si tratta di una contribuzione prevista da tempo nell’ordinamento, che trova fondamento anche nell’art. 11, comma 2, del D.L. n. 244/1995, convertito dalla Legge n. 341/1995, e la cui natura pubblicistica, assimilabile a quella dei tributi reali, è stata riconosciuta dalla giurisprudenza.

La Legge regionale n. 25/2025 ha ridefinito il quadro normativo e organizzativo di riferimento, al quale ARAP ha dato attuazione attraverso il Regolamento approvato il 9 luglio 2026, aggiornando i criteri di determinazione e le modalità di riscossione.

La riforma è orientata a garantire maggiore trasparenza, correttezza ed equità contributiva. Attraverso la collaborazione con l’Agenzia del Territorio e l’utilizzo dei dati catastali, ARAP sta aggiornando le posizioni immobiliari, verificando superfici e titolarità e correggendo eventuali incongruenze. Tale attività consente anche di individuare posizioni non correttamente assoggettate al canone, contrastare le omissioni contributive e assicurare parità di trattamento tra i soggetti obbligati.

Il criterio millesimale resta alla base della determinazione del canone ordinario, calcolato sulla superficie fondiaria e sulla tariffa specifica di ciascun agglomerato. Gli importi minimi per fasce rispondono all’esigenza di assicurare una partecipazione ai costi comuni, ferma restando l’attenzione ai principi di proporzionalità e gradualità.

La disciplina dei canoni si inserisce in un più ampio programma di manutenzione, investimenti e miglioramento dei servizi.

Il Piano generale delle manutenzioni 2026 individua un fabbisogno annuale di circa 4,75 milioni di euro per la gestione e la funzionalità delle infrastrutture comuni. A questo si affiancano 30 milioni di euro di finanziamenti FSC destinati alla riqualificazione della viabilità, alla sicurezza e all’ammodernamento delle infrastrutture e degli impianti idrici dei nuclei industriali abruzzesi.

La programmazione comprende inoltre i progetti di ARAP Energia, finalizzati allo sviluppo delle fonti rinnovabili e al miglioramento dell’efficienza energetica, nonché il riordino dei servizi idrici, fognari e depurativi, con interventi orientati all’ammodernamento degli impianti, all’ottimizzazione della gestione e alla sostenibilità economica dei servizi.

In tale contesto assume particolare rilievo la recente approvazione, all’unanimità del Consiglio regionale, con il voto favorevole anche del Partito Democratico, delle disposizioni sui Servizi di Interesse Economico Generale (SIEG). Si tratta di un passaggio importante nel percorso di rafforzamento del sistema regionale dei servizi alle imprese, che consentirà di integrare la contribuzione consortile con risorse pubbliche destinate alla gestione e al miglioramento delle infrastrutture produttive.

Il processo di riorganizzazione comprende anche il subentro di ARAP nelle funzioni dell’ex Consorzio per lo Sviluppo Industriale dell’area Chieti-Pescara, interessato da una complessa situazione gestionale e finanziaria e dalla liquidazione coatta amministrativa disposta nel 2026. L’obiettivo è assicurare continuità gestionale, coordinamento territoriale e una progressiva omogeneizzazione dei servizi.

Una specifica attenzione è rivolta ai piccoli nuclei industriali, nei quali permangono questioni risalenti nel tempo relative alla titolarità delle infrastrutture, alle competenze manutentive e ai rapporti con le amministrazioni comunali.

ARAP ha già avviato e sta svolgendo incontri con sindaci e contribuenti, finalizzati all’esame delle situazioni territoriali, alla definizione delle rispettive responsabilità e all’individuazione di soluzioni condivise, anche ai fini della corretta applicazione dei canoni.

Quanto alle possibili duplicazioni, il Regolamento esclude che le medesime componenti di costo siano finanziate contemporaneamente attraverso il canone consortile e specifiche tariffe o corrispettivi. Eventuali sovrapposizioni saranno oggetto delle necessarie verifiche e rettifiche.

La prima applicazione del nuovo sistema è accompagnata da un’attività di ascolto e verifica delle posizioni contributive. Le osservazioni delle imprese costituiscono un contributo utile per correggere eventuali inesattezze e migliorare progressivamente le modalità applicative. La deliberazione commissariale n. 264/2026 prevede inoltre la possibilità di rimodulare tariffe e importi minimi qualora emergano elementi oggettivi che lo rendano necessario.

La finalità complessiva è consolidare un sistema di contribuzione equo, trasparente e sostenibile, strettamente collegato alla qualità dei servizi e alla programmazione degli investimenti. Un percorso nel quale il confronto con le imprese e le amministrazioni locali, l’innovazione energetica e l’efficientamento delle infrastrutture concorrono al miglioramento delle condizioni operative e della competitività delle aree produttive abruzzesi.

 

 

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