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118 in Abruzzo, Pepe (PD): ”300mila cittadini teramani penalizzati”

Per il consigliere "assegnate zero ambulanze con medico a bordo contro le 18 regionali"

“I dati contenuti nel documento regionale di riorganizzazione della rete ‘d’emergenza-urgenza 118’ seguono il solco tracciato dal  riordino della Rete ospedaliera di dicembre 2023 e scoperchiano una discriminazione territoriale senza precedenti: la provincia di Teramo viene sistematicamente sguarnita dei presidi medici di emergenza, applicando un modello distorto che mette a rischio la sicurezza di circa 300.000 residenti”, scrive in una nota il Consigliere regionale Dino Pepe.

“Il documento regionale applica formalmente i criteri stabiliti da AGENAS e dal Decreto Ministeriale 70/2015 per calcolare il fabbisogno di postazioni medicalizzate.  A livello regionale la sommaria dotazione complessiva viene fatta apparire congrua (32 postazioni programmate contro le 29/30 di fabbisogno teorico), ma la realtà dei territori smentisce i proclami: l’eccedenza regionale è solo il frutto di una compensazione contabile che penalizza unicamente Teramo.  Una provincia già in svantaggio rispetto alle altre per numero di postazioni con mezzo di soccorso avanzato – a tal proposito, approfitto per ringraziare il lavoro straordinario svolto anche in questa stagione estiva da tutti gli operatori – attualmente previste h 24 per le postazioni 118 di Giulianova, Teramo e Sant’Omero,  oggi ne perde un’altra”.

ASL Teramo: Fabbisogno calcolato di 6 postazioni → Assegnate 2 (Saldo: -4)

ASL L’Aquila: Fabbisogno calcolato di 12 postazioni → Assegnate 14 (Saldo: +2)

ASL Chieti: Fabbisogno calcolato di 7 postazioni → Assegnate 9 (Saldo: +2)

ASL Pescara: Fabbisogno calcolato di 5 postazioni → Assegnate 7 (Saldo: +2)

“Mentre le altre tre province ricevono due postazioni medicalizzate in più rispetto ai parametri di legge, Teramo subisce un taglio di due terzi delle proprie spettanze – prosegue Pepe – Il dato più allarmante riguarda la tipologia dei mezzi assegnati. Su un totale di 18 ambulanze con medico a bordo (MSAB) previste nella pianificazione regionale, alla provincia di Teramo ne spetta ZERO”.

“L’intera copertura con medico dell’area teramana viene affidata a sole due automediche H24 (dislocate a Teramo e Giulianova). Questo strumento, pur valido in termini astratti di flessibilità operativa, risulta del tutto insufficiente se calato nella realtà geografica locale: due sole vetture mediche devono coprire un bacino che va dalla costa alla Val Vibrata, passando per la fascia collinare, fino ai comuni dell’entroterra e dell’area montana del Gran Sasso.

Con un volume di circa 27.000 interventi all’anno sul territorio provinciale, concentrare la risorsa medica su due sole vetture significa esporre continuamente la cittadinanza al rischio di “scopertura”: basta un intervento simultaneo o un soccorso prolungato in montagna per azzerare la presenza medica sull’intera provincia” aggiunge il Consigliere.

“La contestuale demedicalizzazione delle ambulanze territoriali — trasformate in postazioni puramente infermieristiche in snodi chiave dell’entroterra e della costa (come Montorio al Vomano, Torricella Sicura, Sant’Egidio alla Vibrata, Notaresco, Roseto e Alba Adriatica) — lascia le comunità locali prive della tempestiva stabilizzazione medico-sanitaria sul posto” sottolinea Dino Pepe.

“Non accettiamo che la salute dei cittadini teramani venga considerata di serie B o sacrificata per far quadrare i conti di un bilancio regionale che redistribuisce le risorse in modo iniquo. Chiedo con urgenza alla Giunta e all’Assessorato alla Sanità della Regione Abruzzo: il riequilibrio immediato della programmazione, riassegnando alla ASL di Teramo le 4 postazioni medicalizzate sottratte rispetto al fabbisogno AGENAS/DM 70; l’assegnazione di una quota di ambulanze con medico a bordo (MSAB) per garantire una presenza medica capillare e diretta anche nelle zone interne e montane; l’incremento effettivo dei mezzi di soccorso avanzato, potenziando la rete pubblica e garantendo standard assistenziali omogenei in tutto l’Abruzzo”, conclude Pepe.

 

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