
Ascoli Palermo 1-1
ASCOLI (4-2-3-1): Vitale 6; Venuti 7,5 Curado 6.5, Rizzo 6.5, Guiebre 7; Corradini 6,5 Milanese 6 (61′ Perciun 6); Silipo 6.5 (61′ De Pieri 6), Acampora 7 (26′ Bolsius 5.5), D’Uffizi 5.5 (75′ Chakir 5.5); Brunori 6.5 (75′ Gori 6). A disposizione: Crespi, Oliveri, Gattoni, Nicoletti, Ricci, Lo Scalzo. Allenatore: Tomei 7
PALERMO (4-2-3-1): Perin 6.5; Cassandro 5, Peda 5, Ceccaroni 6, Augello 6 ; Segre 5 (63′ Gomes 6), Estevez 6 (77′ Magnani sv); Vavassori 4,5 (46′ Ranocchia 7), Hernani 5,5 (63′ Mazzitelli 6), Johnsen 6; Pohjanpalo 5,5 (72′ Gabrielloni 6). A disposizione: Nespola, Fortin, Bozzolan, Gyasi. Allenatore: Inzaghi 6
ASCOLI PICENO Palermo per allungare e confermarsi corazzata. Ascoli per accorciare e sognare. Capolavoro a metà dei bianconeri che fermano la capolista. Novanta minuti per capire ciò che finora i tifosi ascolani hanno solo potuto intuire. In un Del Duca, tutto esaurito, va in scena Ascoli-Palermo, la capolista contro la terza forza del campionato. Da una parte la squadra da battere, dall’altra chi quella posizione se l’è conquistata attraverso il gioco e la consapevolezza dei propri mezzi.
I bianconeri sognano lo sgambetto al Palermo di Filippo Inzaghi che scende in campo con numeri da promozione diretta: otto vittorie, due pareggi, zero sconfitte. Una macchina da guerra, con la via del gol facile e una rosa che in Serie B ha poco a che fare. È destinata, dicono tutti, al salto in Serie A. L’Ascoli di Tomei, invece, ci arriva da terzo in classifica e con la voglia di dimostrare di potersela giocare fino in fondo. In che modo? Attraverso la forza delle idee. Inzaghi chiede verticalità, pressing alto e dominio del possesso. Tomei risponde con organizzazione, intensità e cuore, con una squadra che nelle notti così può esaltarsi.
Per l’Ascoli fermare la capolista sarebbe un’impresa, batterlo addirittura un capolavoro. Al 2′ è già Ascoli con una rete annullata per un evidente fuorigioco. Ma è il segnale che l’Ascoli c’è e non vuole snaturarsi nemmeno davanti ai primi della classe. Inzaghi dalla panchina inizia a predicare calma. Al 7′ è ancora Ascoli con un’azione solitaria di Guiebre che fa tutti benissimo entra in area ma il tiro si spegne sull’esterno della rete. Il Palermo si fa vedere con un tiro dalla bandierina al 10′ e nulla più. Per il resto è monologo bianconero. Al 15′ il piazzato di testa di Venuti finisce al lato di un niente.
Ascoli padrone del campo e al 20′ meritatamente in vantaggio con un’azione splendida che consente a Brunori di depositare la palla in rete a porta vuota. Il Del Duca nel frattempo è una bolgia, ma al 24′ tegola per i bianconeri che devono sostituire per infortunio quello che era stato il migliore in campo, Acampora. Al suo posto Don Bolsius. Al 27′ per la prima volta si vede il Palermo con Johnsen ma il suo tiro cross finisce fuori. Al 30′ giocata magnifica di Silipo, sinistro a giro e miracolo di Perin. Si salva il Palermo che per tutta la prima frazione di gioco faticherà a rendersi pericoloso. Qualche tiro velleitario dalla distanza e difficoltà enormi negli ultimi 16 metri. L’Ascoli controlla con il piglio dei grandi. Nella ripresa il Palermo parte forte e con Pohjanpalo prova per due volte a spaventare i padroni di casa.
I rosanero alzano il baricentro e al 55′ con Hernani hanno la palla del pareggio, il tiro però finisce alto. E un minuto più tardi arriva il pareggio, verticalizzazione improvvisa Ranocchia riceve in area, si gira e di destro non lascia scampo a Vitale, palla nell’angolino. Il Palermo conquista metri e l’Ascoli nelle ripartenze perde in lucidità
Tomei capisce che la squadra deve alzarsi e mette in campo due attaccanti Chakir e Gori per D’Uffizi e uno stremato Brunori.
I bianconeri ci provano, così come il Palermo ma nessuna delle due squadre riesce a prevalere sull’altra. Il pareggio è giusto, l’Ascoli ha il rammarico di non aver chiuso la prima frazione in vantaggio di due goal quando ha messo alle corde la corazzata Palermo. Alla fine gli ormai consueti applausi per questo Ascoli che continua a fare sognare il popolo bianconero, in quella che rappresenta la notte delle conferme.
Davide Crisci





