Sisma Centro Italia, ad Arquata del Tronto il confronto a dieci anni dal terremoto del 2016
Il presidente Marsilio richiama l'esperienza a L'Aquila e la necessità di restituire attrattività ai territori colpiti

Abruzzo. “A dieci anni dal terremoto del Centro Italia abbiamo compiuto importanti passi avanti, ma ci sono ancora cittadini che attendono di rientrare nelle proprie case.
La ricostruzione è un dovere morale prima ancora che politico. Dobbiamo fare tesoro dell’esperienza maturata, capire cosa ha funzionato e cosa no, correggere gli errori e costruire un sistema capace di affrontare le future emergenze con maggiore rapidità ed efficacia”.
Lo ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, intervenendo questa mattina ad Arquata del Tronto al convegno “Centro Italia 2016-2026: il cammino della ricostruzione”, dedicato al bilancio dei dieci anni trascorsi dagli eventi sismici del 2016.
Nel suo intervento, Marsilio ha evidenziato i progressi raggiunti dagli uffici della ricostruzione, oggi in grado di produrre decreti e autorizzazioni con maggiore efficienza, richiamando tuttavia la necessità di ulteriori semplificazioni amministrative.
“La legge 40/2025 rappresenta un passo importante, ma l’esperienza della sua applicazione dimostra che alcuni meccanismi sono ancora troppo macchinosi. Troppi decreti, passaggi, autorizzazioni e certificazioni rischiano di lasciare i cittadini in attesa mentre si perfezionano gli atti. Nelle emergenze bisogna essere pragmatici: il meglio è nemico del bene”.
Il presidente ha quindi ricordato le difficoltà affrontate dopo il terremoto dell’Aquila del 2009, sottolineando come i ritardi amministrativi abbiano comportato anche un significativo aumento dei costi pubblici.
“Investire tempestivamente in personale tecnico e amministrativo avrebbe consentito di accelerare le procedure. I ritardi di cinque, sette o otto anni sono costati molto più delle assunzioni necessarie, tra aumento dei prezzi, sistemazioni alberghiere e contributi per gli sfollati. Dobbiamo imparare da questi errori”.
Marsilio ha inoltre difeso la scelta di realizzare rapidamente alloggi per gli sfollati aquilani, evitando il trasferimento prolungato delle famiglie lontano dai territori di origine e il conseguente rischio di spopolamento.
Particolare attenzione è stata dedicata alle infrastrutture, considerate decisive per il futuro delle aree interne.
“Oggi dall’Aquila ad Amatrice si arriva in poco più di mezz’ora, mentre prima occorreva un’ora. Con il completamento degli interventi i tempi si ridurranno ulteriormente. Investire sulla Salaria, sulla Tre Valli e sui collegamenti significa rendere questi territori più accessibili, attrattivi e competitivi. Le semplificazioni per le imprese servono a poco se poi raggiungere i mercati o ricevere le materie prime comporta tempi e costi eccessivi. Le risorse destinate alle infrastrutture sono soldi ottimamente spesi per restituire vitalità alle nostre comunità”.
All’incontro hanno partecipato i presidenti delle Regioni Marche e Umbria, Francesco Acquaroli e Stefania Proietti, l’assessore della Regione Lazio Manuela Rinaldi, il presidente di Anci Marche Marco Fioravanti, il presidente di Anci Lazio Daniele Sinibaldi, il presidente di Anci Umbria Federico Gori e il presidente di Anci Abruzzo Pierluigi Biondi, il sindaco di Arquata del Tronto Michele Franchi, il presidente della Provincia di Ascoli Piceno Fabio Salvi, il commissario straordinario per la ricostruzione Guido Castelli e il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, al quale sono state affidate le conclusioni.



