
Tortoreto. La dura convivenza con quelle che sono, a tutti gli effetti, delle barriere, non solo architettoniche, che rendono decisamente complicato per le persone anziane, con ridotta mobilità, portatori di handicap, di frequentare il cimitero di Tortoreto.
Sulle pagine social, con tanto di video, viene raccontato un episodio accaduto nel camposanto cittadino.
Ed è una sorta di monito ad intervenire, per eliminare in maniera concreta le barriere architettoniche e mettere un funzione l’ascensore.
Il racconto
Oggi ho accompagnato mio nonno di 91 anni al cimitero per fare visita a mia nonna, venuta a mancare lo scorso febbraio, nel giorno del loro anniversario di matrimonio.
Mia nonna si trova al piano di sopra. E per arrivarci, inizia l’odissea.
Come potete vedere in questo video, ci siamo scontrati con l’amara realtà delle barriere architettoniche. La cosa che fa più rabbia è che lo spazio per l’ascensore c’è già, c’è persino la predisposizione, ma è tutto bloccato o mai completato.
Si riempiono tutti la bocca con parole come “inclusione” e “abbattimento delle barriere”, ma la realtà è che oggi portare un proprio caro defunto a ricevere un fiore NON è un diritto garantito a tutti.
Oggi io ero lì con lui, ed è servita la forza di più persone per permettergli di salutare sua moglie. Ma mi chiedo:
E chi è solo?
Chi non ha qualcuno abbastanza forte da spingere o sollevare una sedia a rotelle su per le gradinate?
Se domani mio nonno dovesse rimanere del tutto vincolato alla sedia a rotelle, dovrò dirgli che non potrà mai più andare a trovare l’amore della sua vita?
Andare a trovare chi non c’è più non dovrebbe essere un privilegio per pochi o una corsa a ostacoli. È una questione di dignità umana e rispetto, sia per chi non c’è più, sia per i nostri anziani e persone con disabilità.
Chiedo a chi di dovere di metterci la mano sulla coscienza e di intervenire subito. Condividete se pensate che la dignità non debba avere gradini!



