
Nereto. Il nuovo Piano urbanistico comunale (Puc) arriva in consiglio comunale. Giovedì 15 ottobre, alle ore 21, nella sala Sant’Allende del Palazzo municipale, l’assemblea sarà chiamata ad avviare formalmente l’iter di adozione dello strumento destinato a definire le linee di sviluppo e trasformazione del territorio.
L’amministrazione comunale considera il provvedimento uno degli obiettivi centrali del proprio programma e punta a collocare Nereto tra i primi Comuni abruzzesi ad adottare il Puc secondo le disposizioni della nuova legge regionale sull’urbanistica, la numero 58 del 2023.
Il percorso arriva dopo l’approvazione della perimetrazione urbana e del Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche (Peba).
Tra i principi alla base del nuovo strumento urbanistico figurano la tutela del paesaggio, il contenimento del consumo di suolo e la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente. L’obiettivo è favorire uno sviluppo sostenibile attraverso la riqualificazione dei quartieri, il recupero degli edifici degradati, il miglioramento dell’efficienza energetica e della sicurezza sismica degli immobili e la creazione di spazi pubblici di qualità.
Secondo l’amministrazione, il piano consentirà inoltre di superare una pianificazione basata su singoli interventi, adottando una visione complessiva e strategica dell’assetto urbano.
Dopo l’adozione spazio alle osservazioni
“La seduta consiliare rappresenterà il primo passaggio formale del procedimento”, spiega il sindaco Daniele Laurenzi. “Dopo la pubblicazione del piano, si aprirà la fase delle osservazioni, durante la quale cittadini, associazioni, professionisti e imprese potranno presentare contributi e proposte in vista dell’approvazione definitiva da parte del Consiglio comunale.
L’amministrazione punta così a garantire un percorso partecipato, con regole trasparenti e procedure chiare, coinvolgendo la comunità nelle scelte che interesseranno il futuro di Nereto.
L’obiettivo dichiarato è coniugare crescita e sostenibilità, programmando lo sviluppo del territorio e promuovendo il recupero del patrimonio esistente, senza trascurare la qualità degli spazi pubblici e le esigenze dei cittadini”.



