
Martinsicuro. Avrebbe subito per mesi maltrattamenti, minacce e aggressioni da parte dell’ex compagno, anche dopo la fine della loro relazione. È la vicenda al centro di un’indagine che coinvolge un ventottenne di origine tunisina, residente a Martinsicuro, accusato di maltrattamenti, atti persecutori e lesioni personali ai danni di una ventenne di San Benedetto del Tronto.
Per l’uomo è stata richiesta una misura cautelare che prevede il divieto di avvicinamento alla giovane e ai luoghi da lei frequentati entro un raggio di un chilometro, con l’applicazione del braccialetto elettronico.
Secondo la ricostruzione accusatoria, durante la convivenza il ventottenne avrebbe aggredito ripetutamente la compagna, tirandole i capelli e colpendola con calci e pugni. In alcune circostanze, inoltre, l’avrebbe minacciata di morte, simulando anche di impugnare un coltello o una pistola.
Le presunte condotte persecutorie sarebbero continuate anche dopo la rottura della relazione, avvenuta nel giugno 2025. L’uomo avrebbe inviato alla giovane numerosi messaggi per convincerla a ritirare la denuncia e a riprendere il rapporto, presentandosi inoltre sotto casa e sul luogo di lavoro della ragazza.
Tra gli episodi contestati figura anche un’aggressione durante la quale il ventottenne le avrebbe lanciato una bottiglia di birra, sputato in faccia e sottratto il telefono cellulare, danneggiandolo.
L’episodio più recente ricostruito dagli inquirenti risale al 24 settembre scorso. In quell’occasione, secondo l’accusa, l’uomo avrebbe aggredito la ventenne in auto, trascinandola fuori dall’abitacolo e colpendola ripetutamente. La giovane avrebbe riportato la frattura di una costola, con una prognosi di trenta giorni.
L’interrogatorio di garanzia
Assistito dall’avvocato Umberto Gramenzi, il ventottenne è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Teramo, Lorenzo Prudenzano, per l’interrogatorio di garanzia.



