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Teramo

Ampliamento della discarica Grasciano 2: comitato VIA regionale chiede integrazioni

L'Osservatorio Val Tordino “confermati i nostri dubbi sulla necessità della VAS sulla variante urbanistica da suoli agricoli a discarica”.

Notaresco. Il progetto di ampliamento della discarica “Grasciano 2” in località Casette di Grasciano di Notaresco rappresenta una minaccia inaccettabile per il nostro territorio, già pesantemente compromesso da decenni di servitù ambientali.

Il Giudizio di rinvio n° 5078, emesso dal Comitato Regionale VIA (CCR-VIA) ieri 1° ottobre e pubblicato oggi, non fa che confermare la fondatezza delle durissime contestazioni presentate dalla nostra associazione e dalle comunità locali.
L’Osservatorio Val Tordino, fortemente contrario a questo nuovo scellerato insediamento, denuncia con forza il tentativo della ditta proponente, DECO SpA, di eliminare le tutele di un’area a chiara destinazione agricola (“Zona E2” del Piano regolatore vigente) e di straordinario pregio agroalimentare, inserita nel comprensorio del Montepulciano – Colline Teramane DOCG.
Il verdetto della Regione Abruzzo ha evidenziato diverse lacune tecniche, omissioni e rischi ambientali su diverse tematiche quali:
1) la destinazione agricola dell’area, in un contesto denso di produzioni di pregio di ulivo e vite;
2) redigere e depositare per le successive valutazioni il Piano di monitoraggio obbligatorio per legge, in quanto Deco non lo aveva depositato;
3) modificare il Piano delle rocce e terre da scavo in quanto quello depositato prevedeva un immenso sito di stoccaggio da oltre 102.000 mc addirittura fuori dall’area di cantiere e in un altro comune, quello di Mosciano S. Angelo;
4) chiarire la stupefacente sovrapposizione del nuovo lotto con la vecchia discarica “Grasciano 1” (ex CIRSU), un sito inquinato e mai bonificato.;
5) Odori molesti e dati parziali: lo studio sull’impatto odorigeno presentato dalla DECO SpA è stato sonoramente bocciato dal Comitato VIA. La ditta ha letteralmente “dimenticato” di considerare le emissioni dei lotti già attivi e ha persino declassato la sensibilità delle case sparse abitate da famiglie, nel goffo tentativo di minimizzare una puzza intollerabile che da tempo appesta la zona.
6) Acqua sotterranea: il Comitato ha chiesto lo screening analitico della qualità delle acque, in considerazione dello stato di contaminazione rilevato da anni sui siti limitrofi;

7) Valutare gli impatti ambientali della movimentazione fuori dal sito delle terre e rocce da scavo.
L’Osservatorio Val Tordino, inoltre, intende far notare come il Comitato Via abbia dovuto necessariamente tener conto di una questione che la nostra Associazione rivendica pubblicamente da tempo: l’impossibilità di una variazione urbanistica automatica che trasformi l’area oggetto di intervento da agricola (quale è oggi) ad area destinata a impianti tecnologici e infrastrutture. Per poter fare questa variazione sarà necessario attivare una procedura di V.A.S. (Valutazione Ambientale Strategica) così come previsto nel parere del Consiglio di Stato, Sezione Prima, n. 984/2025 e, soprattutto, così come previsto nella sentenza della Corte di Giustizia Europea 11 settembre 2011 (caso C295/10): non rispetta il diritto comunitario una norma che per una specifica attività produttiva permette la variante automatica di un Piano senza V.A.S.
“Il rinvio della Regione dimostra che avevamo ragione su molti punti da noi sollevati. Certo sorprende che il Comitato V.I.A. non abbia invece chiesto approfondimenti sull’impatto cumulativo della proposta DECO con gli altri progetti già approvati o in itinere nell’area, anche in considerazione delle criticità già esistenti sulla qualità dell’aria e del fiume Tordino. Grasciano ha già dato e la Val Tordino non deve diventare la pattumiera privata di nessuno. Vigileremo con estrema fermezza sui prossimi passi e sulle integrazioni che la ditta proverà a depositare. Esortiamo i Sindaci del territorio e i cittadini a mantenere altissima la guardia. La salute pubblica e la tutela del suolo non sono merci di scambio”.

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