
Colonnella. Un pezzo di storia di Colonnella torna alla luce in occasione dell’VIII Centenario della morte di San Francesco d’Assisi, che ricorre nel 2026, e della rinnovata festività del 4 ottobre. La comunità riscopre infatti l’antica presenza dei frati francescani sul territorio attraverso un’opera dedicata alla memoria del Convento di Santa Maria del Piano.
Nel luogo simbolicamente legato a questa storia sono stati collocati un grande Tau, un ulivo e una targa commemorativa. L’iniziativa è stata promossa da Angelo Di Pizio, appassionato di storia e tradizioni locali, impegnato nel sociali (e oggi consigliere comunale), che ha scelto di donare l’opera alla comunità.
Le fonti storiche testimoniano una presenza francescana a Colonnella risalente ai secoli immediatamente successivi alla morte di San Francesco. Un documento conservato nell’Archivio comunale e datato 1651 ricorda infatti che il convento di Santa Maria del Piano «fu fondato poco dopo la morte del P.S. Francesco», sulla base delle antiche scritture dell’Archivio dell’Università di Colonnella.
Il complesso conventuale attraversò nei secoli diverse fasi. Fu ampliato e rinnovato nel Seicento, fino alla chiusura determinata dalle soppressioni napoleoniche del 1808. In seguito venne dismesso e demolito, ma parte dei materiali utilizzati per la sua costruzione fu recuperata e impiegata per realizzare l’attuale chiesa parrocchiale di San Cipriano e Giustina.
Oggi quella storia viene nuovamente raccontata attraverso il Tau e l’ulivo, simboli che intendono collegare la memoria del passato ai valori ancora attuali del messaggio francescano.
Sulla targa collocata accanto all’ulivo si legge: «Nel silenzio di questo ulivo rivive il suo messaggio di pace, semplicità e amore per il creato».
L’iniziativa vuole essere anche un’occasione di riflessione per cittadini, giovani e visitatori, riportando al centro temi come pace, fraternità, rispetto della natura e cura del territorio.
Un piccolo luogo della memoria che, a distanza di secoli dalla presenza dei frati francescani, restituisce a Colonnella un frammento della propria identità storica e culturale.




