Festa dell’Uva di Mosciano: Consiglio regionale approva legge per il riconoscimento e la valorizzazione

Mosciano. Il Consiglio regionale dell’Abruzzo ha approvato oggi all’unanimità il progetto di legge n. 162/2026 per il riconoscimento e la valorizzazione della Festa dell’Uva di Mosciano Sant’Angelo e delle tradizioni della cultura rurale e contadina abruzzese: un passaggio di particolare rilievo per una manifestazione nata nel 1922, che quest’anno ha celebrato la sua 68ª edizione, e che viene infatti riconosciuta tra le espressioni del patrimonio culturale immateriale della Regione Abruzzo, dando valore a una tradizione che nel corso di oltre un secolo ha saputo attraversare generazioni, trasformazioni sociali e cambiamenti del territorio.
Il gruppo consiliare Mosciano Democratica esprime il proprio ringraziamento all’intera Assemblea regionale per il voto unanime e alla consigliera regionale Marilena Rossi, promotrice della proposta di legge. Un ringraziamento particolare va anche al consigliere regionale del Partito Democratico Sandro Mariani, per il lavoro svolto nella fase consiliare, che ha consentito di integrare e rafforzare il testo attraverso una serie di emendamenti, sottoscritti anche dalla consigliera Rossi e votato all’unanimità.
«Il riconoscimento istituzionale di una tradizione rappresenta un passaggio importante – sottolinea il gruppo Mosciano Democratica – ma da solo non sarebbe sufficiente. Senza strumenti e risorse, una legge rischia infatti di rimanere una dichiarazione di principio. Il lavoro svolto dal consigliere Mariani, condiviso dalla Consigliera Rossi, ha consentito di ampliare la portata del provvedimento, collegando il riconoscimento a strumenti concreti di valorizzazione e promozione».
Gli emendamenti approvati hanno, innanzitutto, contestualizzato il riconoscimento della Festa dell’Uva nel quadro della Convenzione UNESCO sul patrimonio culturale immateriale, del Codice dei beni culturali e del paesaggio e del Testo unico regionale della cultura.
Particolarmente significativo è inoltre l’inserimento di una specifica disposizione per il riconoscimento della Rete istituzionale dei Comuni delle feste dell’uva e del vino, con il Comune di Mosciano Sant’Angelo capofila insieme ad Atri, Bisenti, Città Sant’Angelo e Morro d’Oro. Una rete aperta anche all’adesione di altri Comuni abruzzesi che custodiscono manifestazioni storiche legate alla vendemmia e alla cultura del vino.
La legge prevede inoltre la realizzazione di un Archivio della memoria, anche in formato digitale o nella forma dell’ecomuseo, e promuove la collaborazione con Province, Università, consorzi di tutela dei vini e istituzioni scolastiche, con l’obiettivo di documentare, studiare e soprattutto trasmettere alle nuove generazioni un patrimonio fatto di tradizioni, saperi, ritualità e identità comunitaria.
Ma l’aspetto forse più importante riguarda le risorse. Con un emendamento apposito a partire dal 2027 viene istituito un Fondo regionale dedicato, con stanziamenti da determinare annualmente attraverso la legge di bilancio e da iscrivere tra le leggi a carattere continuativo e non obbligatorio. Una previsione che pone le basi per un sostegno stabile nel tempo e che evita di affidare ogni anno la valorizzazione di queste manifestazioni a interventi occasionali.
«Come Amministrazione – conclude Mosciano Democratica – lavoreremo insieme alla Pro Loco Musiano e a tutte le altre realtà moscianesi affinché la Festa dell’Uva continui a essere un patrimonio collettivo di Mosciano Sant’Angelo e, attraverso la nuova rete istituzionale, dell’intero Abruzzo. Vogliamo accompagnare questo percorso rafforzando l’organizzazione e la capacità di promozione della manifestazione, valorizzando il ruolo delle contrade, delle associazioni e dei tanti volontari che ogni anno ne rendono possibile lo svolgimento, e costruendo una collaborazione sempre più forte con i Comuni della rete.
La Festa dell’Uva è nata dal lavoro condiviso di una comunità. È con lo stesso spirito, attraverso la partecipazione e la collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini, che vogliamo accompagnarla nel suo secondo secolo di vita».



