
Pineto. I carabinieri della Stazione di Pineto hanno arrestato due persone, ritenute presunte responsabili di truffa aggravata in concorso ai danni di una persona anziana.
A finire nel mirino dei truffatori è stata una donna del posto, ultraottantenne, contattata sulla linea telefonica di casa da un uomo che si è presentato come un maresciallo dei carabinieri. Con una serie di telefonate, il sedicente militare le avrebbe raccontato che era stata commessa una truffa ai danni di una gioielleria di Teramo e che i responsabili avrebbero utilizzato un’auto intestata al marito, ormai deceduto.
Il falso maresciallo avrebbe quindi annunciato alla donna l’arrivo di un carabiniere in abiti civili, incaricato di verificare che l’oro e il denaro custoditi nell’abitazione non fossero collegati alla presunta truffa.
Poco dopo, un giovane si è presentato a casa dell’anziana qualificandosi come il militare inviato dal maresciallo. La donna, nel frattempo, aveva raccolto sul tavolo gioielli e contanti. A quel punto il sedicente carabiniere le avrebbe chiesto di allontanarsi per lavarsi le mani, sostenendo di doverle rilevare le impronte digitali.
Insospettita, la donna ha però intuito di essere vittima di una truffa e ha iniziato a chiedere aiuto a gran voce. Il giovane si è dato alla fuga, riuscendo prima ad appropriarsi di 200 euro lasciati sul tavolo.
All’esterno lo attendeva un’auto con il motore acceso, guidata da un complice. La fuga è stata notata da un familiare della vittima, residente in un’abitazione vicina, che è riuscito a prendere il numero di targa e a fornire ai carabinieri una descrizione del veicolo.
È così scattata una serie di posti di controllo, con il coinvolgimento di altre pattuglie della Compagnia di Giulianova. Poco dopo, l’auto è stata intercettata dai carabinieri di Pineto lungo la SS16 e bloccata.
Durante la perquisizione del veicolo sono stati trovati i 200 euro appena sottratti all’anziana. Per i due è quindi scattato l’arresto. L’automobile, risultata presa a noleggio, e i telefoni cellulari nella disponibilità degli indagati sono stati sequestrati.
Sono ora in corso ulteriori accertamenti per verificare l’eventuale coinvolgimento dei due in altri episodi analoghi avvenuti nei giorni precedenti anche nelle province limitrofe.
L’appello dei carabinieri
Alla luce della recrudescenza del fenomeno, i carabinieri, d’intesa con la Procura della Repubblica di Teramo, invitano la popolazione a prestare la massima attenzione.
La tecnica del falso carabiniere e delle telefonate finalizzate a ottenere denaro e preziosi risulta particolarmente frequente nelle ultime settimane. In caso di richieste sospette, l’invito è a non consegnare denaro, gioielli o altri beni e a contattare immediatamente le forze dell’ordine.



