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Pescara

Dimissioni ritirate: Pignoli rientra nella giunta comunale di Pescara

Pescara. Torna nella giunta comunale di Pescara Massimiliano Pignoli, assessore al Sociale e alla Protezione Civile dimessosi lo scorso maggio dopo essere stato indagato per voto di scambio e per motivi di salute.

Lo stesso Pignoli, come riferisce il sindaco Carlo Masci, nei giorni scorsi ha inviato una lettera al primo cittadino, comunicando “la propria disponibilità a tornare a ricoprire il ruolo di assessore, avendo superato la fase più critica”.

“Nei giorni precedenti alle sue dimissioni”, spiega Masci, “gli era stato notificato un avviso di garanzia dalla Procura di Pescara a seguito di un procedimento giudiziario avviato per una denuncia per voto di scambio. Quella accusa, arrivata come un fulmine a ciel sereno, del tutto inaspettata, gli ha provocato un forte stress che ha contribuito ad acuire il suo precario stato di salute. Convinto della sua innocenza e nel pieno rispetto del lavoro della magistratura, che dovrà fare il proprio corso e chiarire ogni aspetto della vicenda, ho deciso di reintegrarlo nella Giunta comunale”.

“Nei prossimi giorni comunicherò le deleghe che gli saranno assegnate”, prosegue il primo cittadino, “Sono contento del ritorno di Massimiliano Pignoli, una persona umile, disponibile, leale e corretta, sempre attenta ai bisogni e alle necessità dei più deboli, di quelli che vengono definiti gli invisibili, gli ultimi della società, che lui segue con costanza e dedizione. L’inchiesta farà il suo corso e sarà la Magistratura ad accertare i fatti e a chiarire la sua posizione. Nel frattempo, Pignoli potrà riprendere la sua attività a favore della nostra comunità e quel percorso amministrativo che, voglio ricordarlo, è stato sostenuto da oltre mille cittadini che alle elezioni hanno espresso la propria preferenza per lui. Bentornato Massimiliano”.

Contrari al reintegro si dicono i consiglieri della Lista Pettinari: “L’assessore Pignoli deve rimanere dimissionario fino alla conclusione dell’inchiesta, anche  a garanzia della sua persona”, affermano in una nota Domenico Pettinari, Massimiliano Di Pillo Giovanni D’Andrea: “La questione è innanzitutto politica e riguarda il modo in cui un’amministrazione pubblica deve affrontare una situazione che coinvolge un proprio componente sottoposto a un’inchiesta giudiziaria. Se, come emerge dalle notizie di stampa, l’inchiesta non è ancora conclusa, riteniamo che l’assessore debba rimanere fuori dalla Giunta fino alla definizione della vicenda. Le dimissioni presentate a suo tempo avrebbero dovuto rappresentare una scelta di responsabilità e di tutela dell’istituzione, e a nostro avviso devono essere mantenute fino alla conclusione dell’inchiesta”.

“Quando una vicenda giudiziaria ancora aperta coinvolge direttamente un componente della Giunta, è compito della politica assumere decisioni che mettano al primo posto la tutela dell’istituzione e il buon funzionamento della macchina amministrativa”, concludono, “Non riteniamo quindi opportuno che un assessore coinvolto in una vicenda giudiziaria ancora in corso torni a ricoprire un incarico di governo dell’ente prima che quella vicenda sia definita”.

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