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Teramo

Nido nella Riserva Borsacchio: nate tutte le tartarughe

Un successo grazie a chi ha scelto di sacrificarsi per la natura

Roseto. Si conclude il presidio H24 del nido di Caretta caretta individuato il 10 luglio nella Riserva Naturale del Borsacchio.

In queste quasi due settimane sono state registrate oltre 70 schiuse. I dati ufficiali della nidificazione e tutti i dettagli scientifici saranno diffusi pubblicamente dal Centro Studi Cetacei, che ha curato la gestione e la direzione scientifica del nido con il supporto delle Guide del Borsacchio.

Il risultato più importante, però, non è soltanto quello che abbiamo visto in questi giorni.

È il frutto di un lavoro iniziato a marzo: oltre 800 ore di monitoraggio e circa 300 chilometri percorsi a piedi dai volontari, ogni giorno e più volte al giorno, per controllare la Riserva e proteggere le specie presenti. È grazie a questa presenza costante che il nido è stato individuato e messo in sicurezza fin dal primo giorno.

Per quasi due settimane poi oltre 40 volontarie e volontari hanno poi garantito il presidio H24, affrontando notti, vento, pioggia e difficoltà logistiche in un’area senza strade di accesso.

A loro va il nostro grazie più grande.

Questo è lo spirito del volontariato: sacrificare tempo, energie e comodità per qualcosa di più fragile di noi, senza chiedere nulla in cambio.

Dal ritrovamento del nido, oltre 5.000 persone sono venute alla Riserva per incontrare i volontari e seguire le nascite. Migliaia di altre hanno seguito dirette, fotografie e video da luglio ad agosto, contribuendo a portare questa storia a oltre due milioni di persone sui social.

Un’attenzione che dimostra quanto sia importante difendere questo territorio.

LA TARTARUGA HA SCELTO UNA COSTA ANCORA NATURALE

Dobbiamo ringraziare anche la spiaggia e le colline del Borsacchio, uno dei rarissimi tratti della costa dove esiste ancora un’area significativamente libera dall’urbanizzazione e dall’illuminazione notturna.

La natura non conosce i confini delle nostre mappe.

Spiaggia, mare e colline costituiscono un unico sistema naturale. Per questo difendere la costa significa anche difendere l’area collinare della Riserva: senza quelle colline ancora prive di urbanizzazione e senza quel buio naturale, questo equilibrio sarebbe diverso.

Quella stessa area ospita fratini, corrieri piccoli, gigli di mare e molte altre specie protette. Il nido di Caretta caretta è quindi anche una conferma del valore di un ecosistema che merita di essere preservato nella sua interezza.

Quello che milioni di persone hanno visto in questi giorni è soltanto la parte più visibile di un lavoro quotidiano e silenzioso.

Non possiamo salvare il mondo, ma possiamo prenderci cura del piccolo tesoro che abbiamo dietro casa.

Se ogni comunità facesse lo stesso con il proprio territorio, il pianeta sarebbe un luogo diverso.

Le Guide del Borsacchio ringraziano il Centro Studi Cetacei, tutte le volontarie e i volontari, le migliaia di persone che sono venute a conoscere il nido e tutti coloro che lo hanno seguito e condiviso.

 

 

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