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Pescara

Urbanistica e commercio: approvata la delibera contro i garage nel centro di Pescara

Pescara. “Impedire che le vetrine dei negozi vengano progressivamente sostituite da serrande e garage può essere un obiettivo condivisibile. Ma pensare di contrastare così la desertificazione commerciale significa confondere un vincolo urbanistico con una politica per il commercio”.

Duro il giudizio del capogruppo del Movimento 5 Stelle , Paolo Sola, sulla variante alle Norme Tecniche di Attuazione del PRG approvata in Consiglio Comunale dal centrodestra, che introduce nuove limitazioni alla trasformazione dei locali al piano terra in autorimesse e magazzini nelle strade individuate come commerciali. La stessa relazione alla delibera individua come obiettivo la rivitalizzazione del territorio e il contrasto alla “desertificazione urbana, sociale, economica e culturale”, partendo dal fenomeno registrato negli ultimi anni di trasformazione dei locali commerciali in autorimesse.
“Ma vietare a una vetrina di diventare una serranda non significa far riaprire quella vetrina – attacca Sola –. Il centrodestra interviene soltanto sull’ultima conseguenza di un problema molto più complesso, senza mettere in campo una sola misura per affrontarne le cause. Un locale commerciale vuoto rimane vuoto anche se il Piano regolatore impedisce al proprietario di trasformarlo in garage”.
Nelle strade classificate come commerciali, infatti, la nuova disciplina vieta il cambio d’uso dei locali al piano terra prospicienti il fronte stradale in autorimessa o magazzino.
“Da oggi diciamo quindi a un proprietario che non potrà più utilizzare il proprio immobile in un modo che fino a ieri era consentito e di cui magari ha potuto beneficiare un altro proprietario a poche decine di metri di distanza – commenta il pentastellato – Una limitazione può certamente essere giustificata dall’interesse pubblico a preservare la vocazione commerciale di una strada. Ma allora quell’interesse pubblico deve tradursi anche in politiche attive che aiutino quelle vetrine a tornare sul mercato”.
Per il Movimento 5 Stelle manca completamente la “seconda gamba” del provvedimento: “incentivi per la riapertura dei locali sfitti, agevolazioni sui tributi comunali, strumenti per favorire l’incontro tra proprietari e nuovi imprenditori, sostegno al commercio di prossimità e misure capaci di rendere nuovamente attrattive le strade sulle quali il Comune ha deciso di imporre i nuovi vincoli”.
“Altrimenti il rischio è paradossale – prosegue Sola – combattere la desertificazione fatta di garage producendo una desertificazione fatta di vetrine vuote. Questa variante poteva essere uno degli strumenti di una strategia più ampia, ma il centrodestra ha deciso di trasformarla nella strategia stessa. Il centrodestra ha scelto comunque di andare avanti, ma noi continuiamo a pensare che la rigenerazione commerciale non si faccia per decreto. Servono certamente regole che tutelino l’identità delle nostre strade – conclude Paolo Sola – ma insieme alle regole servono investimenti, incentivi e una visione. Perché il vero risultato non è impedire che una vetrina diventi un garage: è riuscire a far tornare quella vetrina accesa”.

Critico anche il gruppo Pettinari per l’Abruzzo, con il capogruppo Domenico Pettinari e i consiglieri D’Andrea e Di Pillo, intervenuti dopo l’approvazione in aula dei provvedimenti: “Partiamo dalla delibera relativa alla monetizzazione degli standard urbanistici – spiegano  –. In sostanza, si prevede che, qualora un costruttore realizzi un nuovo immobile senza avere un’area da cedere al Comune, possa sostituire la cessione dell’area con il pagamento di una somma all’Amministrazione comunale. Estendere questa possibilità a tutta la città di Pescara è, a nostro giudizio, una scelta estremamente pericolosa. La previsione della cessione degli standard urbanistici non nasce per caso: serve a compensare l’aumento delle volumetrie e, conseguentemente, del carico urbanistico e antropico determinato dalle nuove costruzioni. In cambio della possibilità di edificare, il privato deve mettere a disposizione della collettività aree destinate, tra l’altro, a verde pubblico e parcheggi”.

“Se invece si sostituisce sistematicamente la cessione delle aree con una monetizzazione – proseguono – si rischia di favorire una crescita edilizia priva degli adeguati spazi a servizio dei cittadini. Il rischio è quello di avere edifici sempre più ravvicinati, meno aree verdi, meno parcheggi e una maggiore pressione sul territorio”.

Secondo il gruppo di opposizione civica, “le conseguenze potrebbero essere particolarmente pesanti anche sotto il profilo della sicurezza e della vivibilità urbana. In presenza di eventi meteorologici estremi e piogge intense, la progressiva impermeabilizzazione del territorio e la riduzione delle aree libere possono aggravare il rischio di allagamenti. Allo stesso tempo, nuove costruzioni senza adeguate aree di sosta possono determinare un ulteriore intasamento delle strade e aumentare il problema della carenza di parcheggi”.

Per la delibera sulla limitazione del cambio di destinazione d’uso da negozi commerciali a garage, “impedire il cambio di destinazione d’uso non significa quindi automaticamente salvare il commercio. Il rischio concreto è semplicemente quello di avere più negozi sfitti, inutilizzati e magari degradati, senza risolvere la causa del problema”.

“Come se non bastasse – aggiungono i 3 consiglieri – è stata approvata anche un’ulteriore delibera che, tra le altre cose, prevede la realizzazione di aiuole verdi con la conseguente sottrazione di circa 60 posti auto e moto in via Milano e nelle vie limitrofe. Realizzare nuove aiuole sottraendo decine di posti auto in una zona centrale di Pescara, che già soffre enormemente la carenza di parcheggi, significa non avere una visione complessiva della città e rischia di mettere ulteriormente in difficoltà il commercio. «Non si può pensare di togliere parcheggi senza creare contestualmente alternative. Il centro cittadino ha bisogno di essere accessibile, non di diventare sempre più difficile da raggiungere. Se vogliamo salvare il commercio di prossimità dobbiamo mettere nelle condizioni cittadini, famiglie e clienti di arrivare, sostare e fare acquisti”.

A difendere le delibere approvate interviene il sindaco Carlo Masci: “La delibera che approva l’intervento di microrigenerazione urbana in via Milano rappresenta un vero cambio culturale: per la prima volta nel cuore della città togliamo asfalto e auto per fare spazio ad alberi e verde, davanti a una scuola e pensando soprattutto ai bambini e alle prossime generazioni. Dopo le isole pedonali, oggi facciamo un ulteriore salto di qualità: non basta parlare di depavimentazione e isole di calore, bisogna agire concretamente”. Sulla delibera sul cambio di destinazione d’uso dei negozi in garage, “non è certo una delibera semplice”, puntualizza, “punta a difendere il centro pedonalizzato e i viali alberati della nostra città, per evitare che si possa depauperare il patrimonio rappresentato dal centro della città. Il rischio è che si arrivi a una trasformazione definitiva di aree pregiate attraverso la loro desertificazione, perché ogni giorno che passa una vetrina rischia di spegnersi, per cui non c’è da aspettare oltre. Facciamo una scelta che hanno già fatto altre città, tra cui Bologna, Firenze, Roma, Genova, Milano, per salvaguardare le caratteristiche della zona più strategica della città e nessuno pensa che con questa scelta salveremo il commercio, che vive comunque una stagione difficile, soprattutto per alcune tipologie merceologiche, ma certamente eviteremo che la nostra meravigliosa area pedonale e i nostri stupendi viali alberati possano snaturarsi con basculanti e passi carrabili al posto di vetrine e alberi. Per quanto riguarda la aree già identificate nella delibera approvata, possiamo considerarle un punto di partenza per ulteriori ragionamenti o modifiche da fare a seguito delle osservazioni dei cittadini previste per legge dopo l’adozione”.

“La delibera sulla monetizzazione degli standard”, sostiene ancora, “prevede che si stabiliscano degli oneri per chi realizza un intervento di demo-ricostruzione e non può mettere a disposizione del Comune delle aree per gli standard, che siano parcheggi, scuole o aree verdi. E’ un passaggio obbligatorio previsto da una legge regionale e che non favorisce certamente i costruttori, come invece l’opposizione tenta strumentalmente di far credere: il Comune, cioè, è obbligato per legge a prevedere il valore dello standard e con questo provvedimento noi abbiamo stabilito un giusto valore, con una ripartizione più equa e con importi da versare superiori rispetto al passato, perché abbiamo distinto la zona centrale dalle altre zone e per la prima abbiamo previsto il massimo del valore OMI”

Dal centrodestra ma contro la delibere sui garage, si pronuncia, la capogruppo di Futuro Nazionale Valeria Toppetti: “Da giurista e da donna di centrodestra non posso accettare né supportare una delibera che di fatto limita e comprime il diritto di proprietà vietando a un libero cittadino il diritto di trasformare un locale, uno spazio, in garage. Bisogna certamente contrastare il fenomeno della desertificazione delle strade di Pescara (tra l’altro già in atto) e preservare il verde, ma evidentemente non possiamo farlo gravando e violando i diritti dei cittadini, ovvero colpendo il sacrosanto diritto di proprietà. Tanto più che, negli ultimi quattro anni, sono già state autorizzate decine di trasformazioni e con la delibera approvata ora in Consiglio comunale, con il mio voto contrario, si raggiunge il paradosso che cittadini proprietari di locali commerciali in strade parallele o attigue a quelle che, in delibera, sono ora sottoposte a limitazione, avranno ancora il diritto di chiedere la modifica di destinazione d’uso”.

“Semmai”, prosegue, “si sarebbe dovuto ideare una strategia alternativa di premialità per i commercianti resilienti, che tengono aperto il negozio, prevedendo per loro una riduzione delle imposte comunali, a partire dalla Tari, o la riduzione dei parcheggi a pagamento, perché se oggi c’è domanda di garage nelle vie del centro accade perché è stata introdotta la sosta a pagamento ovunque. E’ assurdo agganciare il divieto di realizzazione di nuovi garage al pretesto della sostenibilità e della necessità di conservare il patrimonio arboreo esistente, ossia: se si crea un garage, occorre anche garantire un passo carrabile e magari l’abbattimento di un albero che potrebbe intralciare quel passaggio, giocando sul piano delle ipotesi futuribili. Piuttosto avremmo potuto compensare l’eventuale abbattimento di un albero in presenza di un passo carraio con la piantumazione di altri 5 alberi in zone limitrofe, come nelle aiuole che sono senza alberi o nei molti parchi cittadini a volte non pienamente curati”.

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