Il nuovo bomber della squadra è il viceparroco del paese: “Ora smettete di dire le parolacce”

Quadri. Tutto è partito dal ‘sogno nel cassetto’ dell’allenatore, quello di avere in squadra un giocatore straniero, come i blasonati team di Serie A.
Ma a Quadri, paese del Chietino da poco più di cinquecento anime, l’unico con passaporto non italiano era il viceparroco.
Così la scelta è ricaduta inevitabilmente su padre Oden. Originario della Tanzania, il sacerdote ha deciso di portare la sua pastorale ancora più vicina ai cittadini, scendendo in campo – è proprio il caso di dirlo – con la squadra di calcio locale che milita in terza categoria. Un ‘colpo di mercato’ che ha fatto ovviamente parlare non solo il paese ma la regione intera, dove la foto della firma del contratto, con tanto di sciarpa della squadra al collo ma in abiti civili, sta facendo il giro del web. “Ora c’è il prete, smettetela di dire parolacce”, è stato l’avvertimento ai giocatori da parte di Gianluca Marchetti, il vulcanico tecnico della squadra abruzzese.
“Sin da quando alleno ho sempre detto ai miei collaboratori che il mio sogno era quello di avere un giocatore straniero con noi – ha confessato Marchetti all’ANSA -. Quando abbiamo rifatto la squadra mi hanno suggerito il viceparroco del paese. E così l’abbiamo chiamato al campo per gli allenamenti. Non aveva nulla, abbiamo dovuto prestargli tutto, dai pantaloncini agli scarpini. È molto simpatico e conosciuto da tutti”. Dai primi allenamenti al tesseramento per la stagione in corso – “con l’obiettivo di salire”, ammette il tecnico – il passo è stato breve. E così, con tanto di post social con foto della firma in stile Real Madrid, è arrivato l’annuncio. “Arrivato dalla Tanzania per dedicare la sua missione alla comunità – si legge – padre Oden è diventato in poco tempo una presenza importante per il nostro paese, riuscendo a creare un bellissimo rapporto con i giovani, con la squadra e con tutta la comunità di Quadri. Un esempio concreto di integrazione, con lo sport ancora una volta capace di unire persone, culture e generazioni. E ora, dopo aver portato la sua parola fuori dal campo, è pronto a portare anche un po’ di…benedizioni sul terreno di gioco!”. “Onestamente – scherza l’allenatore – non è proprio un fenomeno, ma almeno fa spogliatoio. Ora, però, ci toccherà andare ogni domenica a messa prima della partita”.



