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Teramo

Roseto, ex piccionaia: “Il Comune chiarisca sulla bonifica e sui materiali ancora presenti nell’area”

Roseto. Lavori di bonifica e messa in sicurezza nell’area dell’ex piccionaia: è su questo intervento che le forze di opposizione chiedono chiarimenti all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Mario Nugnes.

A intervenire sono SiAMO Roseto, Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Forza Roseto, che sollevano dubbi sulla situazione dell’area e chiedono verifiche immediate sulla natura dei materiali ancora presenti sul posto.

Secondo i gruppi politici, l’intervento, eseguito su un’area di proprietà privata, avrebbe comportato una spesa di circa 110mila euro di risorse pubbliche. La preoccupazione riguarda ora il materiale derivante dalle operazioni di bonifica, che sarebbe ancora depositato nell’area e non sarebbe stato definitivamente smaltito.

Il nodo dei sacchi presenti nell’area

A destare particolare attenzione sono le indicazioni riportate sui sacchi presenti sul posto. Secondo l’opposizione, qualora vi fosse corrispondenza tra le informazioni riportate sugli involucri e il loro contenuto, potrebbe trattarsi di materiale contenente amianto.

Si tratta, precisano i gruppi, di un’ipotesi che deve essere verificata dagli organismi tecnici e sanitari competenti.

“Non è accettabile che eventuali materiali pericolosi rimangano depositati all’aperto, esposti alle intemperie e al deterioramento degli involucri”, sostengono le forze di opposizione, evidenziando i possibili rischi che deriverebbero dall’eventuale dispersione di fibre qualora fosse effettivamente presente amianto.

Da qui la richiesta di controlli immediati per stabilire con certezza la natura dei materiali e le condizioni di sicurezza dell’area.

I cittadini hanno diritto a sapere

La vicenda ha suscitato preoccupazione tra i residenti, ai quali, secondo i gruppi di opposizione, deve essere fornita una risposta chiara: l’area è sicura oppure esiste un rischio di contaminazione ambientale?

La questione riguarda anche il rispetto dei tempi dell’intervento. Sul cartello di cantiere sarebbe infatti indicata nel 17 luglio 2026 la data di conclusione dei lavori.

“Come è possibile che, dopo una spesa di circa 110mila euro di soldi dei contribuenti, l’intervento non risulti ancora definitivamente concluso e il materiale prodotto dalla bonifica non sia stato smaltito?”, chiedono SiAMO Roseto, Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Forza Roseto.

Chiesti documenti e analisi

Le forze di opposizione precisano di non voler sostituire gli organismi tecnici e sanitari preposti alle verifiche. Al contrario, chiedono che gli accertamenti vengano eseguiti con la massima tempestività e che i relativi risultati siano resi pubblici.

In particolare, viene chiesta la disponibilità di documenti, certificazioni e analisi ufficiali che possano chiarire la natura dei materiali e garantire ai cittadini l’effettiva sicurezza dell’area.

Qualora gli accertamenti dovessero confermare la presenza di amianto e un’eventuale gestione non corretta del materiale, i gruppi ritengono necessario individuare “tutte le eventuali responsabilità amministrative, tecniche e operative”.

L’opposizione chiede quindi all’amministrazione Nugnes di fare chiarezza sulla vicenda e di spiegare perché, a fronte della conclusione dei lavori indicata nel cartello di cantiere, siano ancora presenti materiali nell’area.

“L’ex piccionaia non può trasformarsi da intervento di bonifica a una bomba ecologica dimenticata”, concludono i quattro gruppi. “ervono subito risposte supportate da documenti ufficiali e soprattutto la certezza che il tutto non sia semplicemente diventato uno spostare un grave problema di qualche metro”.

 

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