Sanità, bene approvazione atti aziendali. Anaao: ora stabilizzazione e progressione per fermare la fuga

Abruzzo. L’approvazione degli atti aziendali delle Asl abruzzesi rappresenta un passaggio importante per definire il nuovo assetto delle strutture sanitarie e programmare i servizi sul territorio, ma secondo Anaao Assomed Abruzzo non può essere considerata un punto di arrivo.
Al contrario, deve segnare l’avvio di interventi concreti per affrontare le criticità legate al personale, a partire dalla stabilizzazione dei dirigenti medici e sanitari precari.
A chiedere un’accelerazione è Gian Luca Primomo, segretario regionale di Anaao Assomed Abruzzo e primario del reparto di Pneumologia dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila. Primomo, eletto all’unanimità lo scorso maggio con 1.139 voti dai delegati delle quattro aziende sanitarie abruzzesi, annuncia la richiesta di un tavolo di confronto istituzionale.
“Fermare il precariato è l’unico modo per garantire la continuità delle cure, dare dignità ai professionisti e arginare la fuga di personale dalle strutture pubbliche”, sostiene il segretario regionale del sindacato dei medici ospedalieri.
Per Anaao Assomed, accanto alle stabilizzazioni è necessario intervenire anche sulla graduazione delle funzioni e sulla progressione delle carriere. Il sindacato chiede lo sblocco degli incarichi, una maggiore valorizzazione del merito e concrete opportunità di crescita professionale ed economica.
L’obiettivo è rendere nuovamente attrattiva la carriera all’interno del Servizio sanitario nazionale, valorizzando le competenze già presenti nelle strutture pubbliche e garantendo, allo stesso tempo, adeguati standard di assistenza ai cittadini.
“Chiediamo l’apertura di un tavolo istituzionale di confronto – sottolinea Primomo – per tradurre i nuovi atti aziendali in provvedimenti concreti e tempestivi a tutela del lavoro dei dirigenti e della salute pubblica”.
Al centro della posizione del sindacato c’è soprattutto il fenomeno della fuga dei professionisti dalla sanità pubblica. Secondo Primomo, la competizione per il personale sanitario non riguarda più soltanto la mobilità verso le regioni del Nord o verso Paesi come quelli europei e gli Stati Uniti, ma coinvolge sempre più anche i Paesi arabi, che stanno aumentando la domanda di professionisti italiani.
“Un giovane medico non può certamente essere invogliato a restare se pagato di meno e dovendo oltretutto affrontare difficoltà organizzative”, afferma Primomo.
L’approvazione degli atti aziendali, dunque, dovrebbe rappresentare secondo Anaao il punto di partenza per una nuova fase. “Ora è urgente procedere alla stabilizzazione dei giovani precari, perché sono il nostro futuro”, conclude il segretario regionale.
Per il sindacato, rafforzare il sistema sanitario regionale significa infatti anche garantire ai cittadini servizi e professionalità sul territorio, riducendo la necessità di rivolgersi a strutture di altre regioni.



