
Atri. Chiarire pubblicamente cosa sia emerso dall’ispezione del Ministero della Giustizia all’Ufficio del Giudice di Pace di Atri. È la richiesta avanzata da Sinistra Italiana Atri, attraverso il segretario del circolo Livio Nespoli, che interviene sulla deliberazione di Giunta comunale numero 165 del 7 agosto.
Nel documento, l’Amministrazione comunale fa riferimento a una recente ispezione ministeriale che avrebbe evidenziato “rilevanti criticità concernenti l’organizzazione e la gestione» dell’Ufficio del Giudice di Pace. La Giunta ha inoltre ritenuto necessario affidare un incarico legale per valutare eventuali profili di responsabilità, individuare le iniziative più opportune per tutelare l’Ente e garantire assistenza e rappresentanza nelle eventuali controversie.
È proprio su questo punto che Sinistra Italiana chiede maggiore trasparenza. “Che cosa ha rilevato concretamente l’Ispettorato?”, è la domanda posta dal partito, secondo cui occorre distinguere tra la natura dell’ispezione e le eventuali irregolarità riscontrate.
Nel documento, Nespoli sottolinea infatti che, qualora quella effettuata ad Atri fosse un’ispezione ordinaria programmata, non si tratterebbe per ciò stesso di un’ispezione straordinaria o di un’inchiesta avviata a seguito di una specifica irregolarità. «Saranno gli atti ispettivi – sostiene – a dirci quali criticità siano state effettivamente riscontrate, quale sia la loro natura, a chi siano riferibili e quali conseguenze possano derivarne».
Da qui la richiesta rivolta direttamente al sindaco: chiarire quali siano le responsabilità dell’Ente, al di là di eventuali responsabilità individuali, e soprattutto se l’Ufficio del Giudice di Pace rischi conseguenze sul piano della funzionalità, del personale, delle competenze o della permanenza della sede.
Sinistra Italiana ricorda inoltre il percorso normativo che ha portato alla permanenza dell’Ufficio di Atri. La legge del 1991 ha istituito gli Uffici del Giudice di Pace, mentre il decreto legislativo del 2012 ha previsto una revisione della loro distribuzione territoriale, consentendo agli enti locali interessati di chiedere il mantenimento delle sedi assumendone i relativi oneri di funzionamento.
“Prima vengono i fatti. Poi gli atti. Poi, eventualmente, le responsabilità», sottolinea Nespoli, chiedendo che la vicenda non venga affrontata attraverso allusioni o interpretazioni politiche, ma sulla base della documentazione disponibile.
Il partito sollecita quindi il sindaco a riferire pubblicamente sulle risultanze dell’ispezione, nei limiti eventualmente imposti da procedimenti in corso. “Il Giudice di Pace è un presidio fondamentale di giustizia di prossimità – evidenzia Sinistra Italiana – e non è una questione interna al palazzo comunale. Riguarda cittadini, famiglie, professionisti e imprese”.
Nel comunicato viene poi sollevata una seconda questione, relativa alla situazione finanziaria del Comune. Sinistra Italiana contesta quella che definisce una “doppia morale” nella gestione della trasparenza politica e chiede che gli stessi criteri adottati per affrontare la vicenda del Giudice di Pace vengano applicati anche al disavanzo dell’Ente, indicato dal partito in quasi 13 milioni di euro.
La proposta è quella di affidare a un soggetto indipendente un vero e proprio audit sulla situazione finanziaria comunale, con l’obiettivo di ricostruire le cause del disavanzo, le decisioni che ne avrebbero determinato la formazione, le responsabilità per quanto di competenza e le prospettive future per il bilancio dell’Ente.
“Siamo disponibili ad organizzare una raccolta fondi per finanziare tale studio – annuncia Nespoli – in maniera da non appesantire ulteriormente le disastrate casse comunali”.
Infine, Sinistra Italiana richiama il diverso rilievo politico assunto, a suo giudizio, dalle vicende finanziarie di Atri e Campli. Secondo il partito, mentre il caso di Campli ha raggiunto il dibattito politico provinciale e regionale, quello di Atri sarebbe rimasto prevalentemente confinato alla dimensione locale.
“La sola eccezione è stata quella di Sinistra Italiana – conclude Nespoli – che ha sollevato pubblicamente la questione e presentato esposti sulla situazione finanziaria dell’Ente. È una differenza che dice molto sull’isolamento politico nel quale è stata lasciata Atri”.



