
Tortoreto. L’emergenza idrica, degli ultimi giorni, si sente eccome a Tortoreto.
In una nota ricevuta, si evidenzia e analizza quelle che sono le difficoltà degli ultimi giorni.
La nota
È un Ferragosto di evidente emergenza quello che stanno vivendo centinaia di residenti e turisti a Tortoreto. La crisi idrica, che si trascina ormai da giorni nel silenzio delle autorità, ha raggiunto il suo culmine proprio nella giornata simbolo dell’estate, trasformando le vacanze e la quotidianità in un incubo logistico e igienico-sanitario.
La situazione è ormai critica in diverse zone di Tortoreto Lido – così come nelle aree interne di Tortoreto Paese, Zona Colli, Cavatassi e Terrabianca. Con l’esaurimento totale delle riserve private e il blocco delle autoclavi condominiali, intere famiglie, anziani, bambini e strutture ricettive si ritrovano oggi, nel giorno di Ferragosto, nell’impossibilità di accedere a un bene primario e non negoziabile come l’acqua potabile.
A esasperare gli animi della popolazione, oltre al forte disagio e alle temperature torride, è l’assoluta mancanza di risposte e la totale assenza di comunicazioni ufficiali tempestive da parte dell’amministrazione comunale e del gestore Ruzzo Reti. Mentre i canali istituzionali continuano a promuovere il cartellone degli eventi estivi, i cittadini si sentono abbandonati a sé stessi, costretti a rimbalzare tra centralini d’assistenza muti e a coordinarsi sui canali social (da Radio Tortoreto Facebook ai quotidiani locali come Cityrumors Abruzzo) per mappare i disservizi e cercare soluzioni autonome.
Atti di diffida sono stati già formalizzati al Comune, alla Prefettura, a Ruzzo Reti, chiedendo anche che si esca immediatamente da questo isolamento comunicativo.
Viene reiterata con forza la richiesta di attivazione immediata del Centro Operativo Comunale (COC), l’invio straordinario e capillare di autobotti per rifornire i serbatoi condominiali e l’istituzione di punti di approvvigionamento di emergenza. Non è tollerabile che nel 2026 una rinomata località turistica si trovi paralizzata e privata dei servizi pubblici essenziali a causa di una carenza strutturale ampiamente prevedibile, che lede la dignità dei residenti e l’immagine stessa del territorio.



