Prima la sicurezza, poi la movida: serve un patto per Alba Adriatica
La posizione di Fratelli d'Italia

Alba Adriatica. Una strategia preventiva e un coordinamento stabile tra istituzioni, amministrazioni comunali, forze dell’ordine, operatori economici e comunità locale. È quanto torna a chiedere Fratelli d’Italia di Alba Adriatica sul tema della sicurezza legata alla movida e al turismo giovanile.
Il Circolo “Giovanni Pace”, attraverso la coordinatrice Rosita Schiavi, sottolinea come la questione fosse stata sollevata già nel luglio 2025, con la richiesta di una programmazione condivisa tra Comuni, Prefettura, Questura, Regione e tutti i soggetti coinvolti. Una posizione ribadita poi nel gennaio 2026, quando FdI aveva proposto di rendere operativo l’Osservatorio sulla sicurezza e legalità, rafforzare i controlli sugli affitti brevi e sulla vendita di alcolici ai minorenni e coinvolgere maggiormente famiglie, scuole, operatori turistici e associazioni.
“Non chiedevamo di rincorrere gli episodi – sottolinea Schiavi – ma di prevenirli”.
Secondo Fratelli d’Italia, la recente conferenza organizzata al Gattopardo ha confermato la necessità di un confronto ampio tra i diversi soggetti interessati. Il partito considera positivamente l’apertura a una collaborazione e a una responsabilità condivisa, ma contesta i tempi del confronto.
“Perché un confronto ampio e strutturato viene richiesto soltanto ad agosto inoltrato, quando le criticità sono già esplose?”, si chiede Schiavi. “Un confronto avviato ad agosto non è programmazione: è rincorsa”.
Per il circolo di FdI, movida, turismo giovanile, grandi locali e afflusso di migliaia di persone rappresentano fenomeni ormai consolidati sul territorio e, proprio per questo, dovrebbero essere affrontati con un piano predisposto prima dell’inizio della stagione estiva.
Il partito invita inoltre a evitare la ricerca di un unico responsabile. “Una situazione così complessa non nasce da una sola causa e non può essere risolta da un solo soggetto”, sostiene FdI, indicando nella collaborazione tra gestori, istituzioni, amministrazioni, forze politiche, famiglie, esercenti e cittadini la strada da seguire.
La proposta è quella di costruire un vero e proprio “Patto costiero” che coinvolga Alba Adriatica, Tortoreto, Martinsicuro, Giulianova e gli altri Comuni interessati, sotto il coordinamento della Prefettura e con il coinvolgimento di Questura e Regione.
“Misure isolate e differenti da un Comune all’altro rischiano soltanto di spostare il problema di qualche chilometro, senza risolverlo”, evidenzia il circolo.
Fratelli d’Italia guarda con favore al percorso avviato dalla Prefettura a livello provinciale e alla prevista costituzione di una cabina di regia dedicata a sicurezza, movida, alcol e tutela dei giovani. Allo stesso tempo, il partito ritiene necessario che il percorso diventi concreto e operativo.
Nel tavolo di confronto, secondo la proposta di FdI, dovrebbero essere coinvolti anche i gestori delle discoteche e dei locali di intrattenimento, gli esercenti che vendono o somministrano bevande alcoliche, le associazioni di categoria, i rappresentanti dei residenti, le famiglie, le scuole e le realtà impegnate con i giovani.
L’attenzione, inoltre, non dovrebbe concentrarsi esclusivamente sulle discoteche. FdI richiama anche il tema della vendita di alcolici a basso costo e da asporto, degli acquisti effettuati prima dell’ingresso nei locali, del rispetto del divieto di vendita di alcol ai minorenni, degli affitti brevi e degli spostamenti notturni tra i diversi Comuni della costa.
Nel documento viene richiamata anche l’esperienza dell’Osservatorio comunale sulla sicurezza e legalità, che, secondo il partito, non avrebbe prodotto la programmazione auspicata e sarebbe stato successivamente indebolito dalle dimissioni di diversi componenti.
“Non servono altre sigle o organismi di facciata – afferma Schiavi –. Serve un luogo autorevole che lavori durante tutto l’anno e produca impegni, scadenze e risultati verificabili”.
FdI chiede infine maggiore trasparenza nei confronti della cittadinanza, compatibilmente con le esigenze connesse alla sicurezza. I cittadini, secondo il partito, dovrebbero essere informati sui problemi individuati, sulle decisioni assunte, sugli impegni dei diversi soggetti coinvolti e sui tempi e risultati degli interventi.
“Non chiediamo uno scontro tra istituzioni, gestori e residenti. Non chiediamo un colpevole da esibire. Chiediamo chiarezza, prevenzione, trasparenza e soluzioni”, conclude la coordinatrice del Circolo di Alba Adriatica.
“Lo chiedevamo nel 2025, lo abbiamo ribadito nel gennaio 2026 e lo abbiamo ripetuto durante la conferenza. Lo chiediamo nuovamente oggi, perché non sia necessario ripeterlo ancora nell’agosto del prossimo anno. La sicurezza non ha confini comunali e non ha colore politico. Si programma e si costruisce insieme”.



