
Teramo. Nuovi elementi si aggiungono alla vicenda del dipendente comunale tuttora licenziato e assistito dalla CISL FP Abruzzo Molise.
Il 15 settembre 2026 l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha adottato una nuova deliberazione, disponendo una sanzione amministrativa di 10mila euro. Nel frattempo, è divenuta definitiva anche una pronuncia della Corte d’Appello intervenuta nell’ambito della medesima vicenda.
Alla luce dei nuovi atti, la CISL FP ritiene opportuno che l’attuale Amministrazione proceda a una nuova e complessiva valutazione della posizione del lavoratore, verificando gli eventuali effetti che i provvedimenti intervenuti possono produrre sul quadro amministrativo e disciplinare.
La vicenda è stata seguita sul piano operativo dal Responsabile del Coordinamento CISL FP di Teramo, Marco De Febis, nell’ambito dell’azione di tutela promossa dalla CISL FP Abruzzo Molise.
LA NUOVA DELIBERA ANAC
Con la Delibera ANAC n. 348 del 15 settembre 2026, l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha disposto una sanzione amministrativa di 10mila euro nei confronti dell’allora Segretario Generale.
Il procedimento ha riguardato due sanzioni disciplinari adottate nei confronti del lavoratore successivamente alle segnalazioni effettuate nell’ambito della disciplina sul whistleblowing.
L’Autorità ha esaminato la vicenda alla luce delle disposizioni che tutelano il segnalante rispetto a eventuali misure ritorsive.
«La CISL FP ha scelto di sostenere questo lavoratore perché riteneva necessario garantirgli una tutela sindacale piena – dichiara Vincenzo Mennucci, Segretario Generale della CISL FP Abruzzo Molise –. Oggi sono intervenuti nuovi atti ufficiali che si aggiungono a quelli già esaminati dalle autorità competenti. Per questo riteniamo doveroso che l’Amministrazione valuti nuovamente l’intera vicenda alla luce del quadro attuale».
UNA VICENDA GIÀ ESAMINATA DA ANAC E DALLA MAGISTRATURA
La nuova deliberazione dell’ANAC si inserisce in una vicenda già oggetto di precedenti accertamenti.
Con la Delibera ANAC n. 426 del 25 settembre 2024, l’Autorità era già intervenuta in relazione a una misura adottata nei confronti del lavoratore nell’ambito della disciplina sul whistleblowing, disponendo una sanzione amministrativa di 5mila euro nei confronti dell’allora Sindaco e le conseguenti determinazioni previste dall’ordinamento.
È successivamente intervenuta la Corte d’Appello.
Con la sentenza n. 96/2026, divenuta definitiva, la Corte si è pronunciata sulla prima sanzione disciplinare e sulla successiva sanzione del 14 settembre 2023, assumendo le determinazioni indicate nella stessa pronuncia.
Il nuovo provvedimento dell’ANAC si aggiunge pertanto agli ulteriori elementi già emersi nel corso della vicenda attraverso i procedimenti amministrativi e giudiziari.
Secondo la documentazione acquisita dalla CISL FP, tra marzo 2023 e luglio 2025 sono stati inoltre avviati nei confronti del lavoratore dieci procedimenti disciplinari.
La vicenda si è conclusa con il licenziamento per cumulo di sanzioni.
Nel corso dei successivi procedimenti, alcune delle sanzioni sono state annullate o comunque hanno cessato di produrre effetti, mentre altre risultano ancora oggetto di giudizio.
Alla luce dell’evoluzione intervenuta, la CISL FP ritiene pertanto legittimo chiedere all’Amministrazione una nuova valutazione complessiva della posizione del lavoratore.
«IL QUADRO DEGLI ATTI È CAMBIATO»
«Il licenziamento è intervenuto in un determinato contesto – spiega Marco De Febis, Responsabile del Coordinamento CISL FP di Teramo –. Da allora sono intervenuti nuovi elementi e nuovi provvedimenti delle autorità competenti».
«Abbiamo oggi un quadro documentale diverso rispetto a quello esistente al momento dell’adozione dei provvedimenti che hanno portato al licenziamento. Per questo riteniamo legittimo chiedere all’attuale Amministrazione di riesaminare gli atti nel loro complesso e di verificare quali siano, alla luce dei provvedimenti intervenuti, le determinazioni eventualmente assumibili».
La CISL FP non intende anticipare l’esito dei procedimenti ancora pendenti né sostituirsi alla magistratura o agli altri organi competenti.
La richiesta è precisa: verificare se e in quale misura i nuovi elementi intervenuti incidano sulla posizione attuale del lavoratore e sugli effetti dei provvedimenti adottati nel corso della vicenda.
L’esame dovrà riguardare anche la permanenza degli effetti del licenziamento per cumulo di sanzioni, nel rispetto delle competenze e delle prerogative dell’Amministrazione.
«Non chiediamo all’Amministrazione di sostituirsi alla magistratura – aggiunge De Febis –. Chiediamo semplicemente di prendere atto del quadro attuale e di verificare, sulla base degli atti, quali siano le determinazioni consentite dall’ordinamento».
RISORSE PUBBLICHE: «SERVE CHIAREZZA SUI COSTI»
La CISL FP richiama inoltre l’attenzione sulle risorse pubbliche impiegate nel corso della vicenda.
Dalla documentazione attualmente disponibile al sindacato emergono diverse voci di spesa riconducibili ad attività legali, consulenziali, peritali e ad altri incarichi connessi alla gestione del caso.
La CISL FP ritiene necessario che l’ammontare complessivo di tali costi venga ricostruito sulla base degli atti amministrativi e della documentazione contabile.
«Non spetta alla CISL FP stabilire se vi siano responsabilità erariali – afferma De Febis –. Riteniamo però doveroso che venga verificato, con piena trasparenza, quanto è stato complessivamente speso, per quali finalità e sulla base di quali presupposti».
La CISL FP ha inoltre sottoposto agli organismi competenti la questione relativa all’affidamento di un incarico investigativo privato, chiedendo che ne vengano verificati i presupposti, le finalità, i costi e gli eventuali risultati, sulla base della documentazione disponibile.
«La domanda è esclusivamente istituzionale – sottolinea la CISL FP –. È necessario verificare quali fossero i presupposti dell’incarico, quali costi abbia comportato e quali risultati abbia prodotto. Saranno gli organismi competenti, sulla base degli atti, a fornire le necessarie valutazioni».
WHISTLEBLOWING: UNA GARANZIA PER TUTTI
Per la CISL FP, la vicenda non riguarda soltanto la posizione del singolo lavoratore.
Riguarda anche il corretto funzionamento delle garanzie previste dalla disciplina sul whistleblowing.
«Il whistleblowing consente di segnalare possibili irregolarità nell’interesse dell’amministrazione e della collettività – spiega De Febis –. Chi utilizza gli strumenti previsti dalla legge deve poter contare sulle garanzie che l’ordinamento riconosce ai segnalanti».
«Non spetta al sindacato stabilire se una segnalazione sia fondata. Questo compito appartiene alle autorità competenti. Il nostro compito è assicurare che il lavoratore possa esercitare i propri diritti e che le garanzie previste dall’ordinamento siano effettivamente rispettate».
È questo il principio che la CISL FP intende richiamare.
Non uno scontro tra lavoratore e Amministrazione.
Non una contrapposizione personale.
Il punto è il rispetto delle regole, delle competenze e delle garanzie previste dall’ordinamento.
«NON È UNO SCONTRO PERSONALE»
La CISL FP non intende trasformare la vicenda in uno scontro personale.
«Questa non è una questione personale – conclude Mennucci –. Il sindacato ha scelto di assistere un lavoratore e di tutelarlo nelle sedi proprie».
«Oggi sono intervenuti nuovi provvedimenti e nuovi elementi che devono essere valutati. Per questo riteniamo doveroso che l’intera vicenda venga riesaminata alla luce del quadro attuale».
«Lo chiediamo nel pieno rispetto delle competenze dell’Amministrazione e degli organi chiamati a pronunciarsi».
La nuova deliberazione dell’ANAC rappresenta quindi un ulteriore elemento che si inserisce in una vicenda già oggetto di esame da parte delle autorità competenti.
La vicenda non si esaurisce con questo provvedimento.
Il Coordinamento CISL FP di Teramo, attraverso il Responsabile Marco De Febis, continuerà a seguire il caso nelle sedi competenti.
La Segreteria Interregionale CISL FP Abruzzo Molise continuerà a garantire il proprio sostegno.
«Il lavoratore attende ancora una definizione della propria condizione – conclude De Febis –. Continueremo a fare la nostra parte con gli strumenti propri del sindacato, nel rispetto delle istituzioni e delle competenze di ciascuno».
«Vogliamo che tutti gli elementi intervenuti vengano valutati con attenzione e che, qualora ne ricorrano i presupposti, producano gli effetti di tutela che l’ordinamento prevede».


