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Teramo

Bilancio Poliservice: “trasparenza e tutela dei Comuni prima di tutto”. L’intervento

L'analisi, a margine dell'approvazione del bilancio, da parte di Mauro Scarpantonio. "Le economie derivanti dalla Tari devono tornare ai cittadini"

Controguerra. “Sulla Poliservice servono trasparenza e tutela dei Comuni prima di tutto”. A sottolinearlo, in una nota, è Mauro Scarpantonio, vicesindaco di Controguerra e componente della giunta dell’Unione dei Comuni della Val Vibrata.

Scarpantonio ha diffuso un intervento che mira a fare chiarezza su alcuni aspetti anche alla luce di quella che è la situazione che si è generata all’interno della società multiservizi della Val Vibrata, relativamente alla recente approvazione del bilancio.

L’intervento

“Il dibattito sul bilancio 2025 di Poliservice S.p.A. non può ridursi a una contrapposizione tra favorevoli e contrari”, scrive Scarpantonio. “Il vero tema è un altro: garantire trasparenza nei conti, tutela degli enti pubblici e, soprattutto, degli interessi dei cittadini che attraverso la TARI sostengono il costo del servizio.
È partendo da questi principi che, come componente della Giunta dell’Unione dei Comuni Città Territorio Val Vibrata, nella seduta del 27 luglio ho espresso voto contrario all’indirizzo favorevole all’approvazione del bilancio.
È stata una scelta motivata, formalizzata attraverso una specifica dichiarazione di voto allegata alla deliberazione della Giunta n. 40, che non nasce da contrapposizioni politiche né da un giudizio negativo sull’attività della società e dei suoi lavoratori. Proprio perché Poliservice rappresenta un patrimonio importante del nostro territorio e assicura servizi essenziali ai cittadini, ritengo debba essere tutelata attraverso la massima trasparenza, prudenza e solidità dei propri conti.
Il punto dal quale non possiamo prescindere è semplice: sul progetto di bilancio 2025 sono stati espressi giudizi negativi sia dal Collegio Sindacale sia dal Revisore Legale. Quando entrambi gli organi di controllo evidenziano criticità significative, il socio pubblico ha il dovere di approfondire.
Per questo avevo proposto una soluzione lineare: non bocciare il bilancio, ma rinviarne brevemente l’approvazione, consentendo al Consiglio di Amministrazione di riesaminare le poste maggiormente controverse e fornire i chiarimenti richiesti dagli organi di controllo. Non sarebbe stato un atto contro Poliservice, ma un atto a sua tutela.
Tra le questioni che meritano un chiarimento definitivo vi è quella delle cosiddette “fatture da emettere” nei confronti dell’Unione dei Comuni, poste che hanno avuto un peso rilevante nella formazione del risultato economico della società (euro 1.172.000).
Si tratta sostanzialmente di differenze generate tra le risorse tariffarie già poste a carico dei cittadini attraverso la TARI e i costi del servizio effettivamente sostenuti. Se a consuntivo il costo effettivo risulta inferiore rispetto a quello inserito nella tariffa, quella differenza rappresenta un’economia che, nel rispetto del sistema regolatorio ARERA, deve produrre un beneficio per gli utenti e tornare ai cittadini attraverso la successiva determinazione della TARI, anziché trasformarsi automaticamente in un ulteriore corrispettivo a favore di
Poliservice.

Analoga chiarezza è necessaria sui corrispettivi ANCI-CONAI, cioè i ricavi riconosciuti per il recupero degli imballaggi differenziati (vetri, carta, plastica): fino al 2023 Poliservice ne ha riconosciuto ai Comuni la quota spettante, mentre dal 2024 tali somme non risultano più contabilizzate a loro favore. Si tratta di risorse dovute agli enti che, una volta riconosciute, tornano a beneficio dei cittadini attraverso la riduzione dei costi del servizio e quindi della TARI.
Negli ultimi esercizi il risultato economico di Poliservice è stato inoltre influenzato da poste quali fatture da emettere e sopravvenienze attive la cui somma è di circa 2.500.000 che, incidendo sull’utile e sul patrimonio netto, richiedono una verifica rigorosa della loro fondatezza. Ciò assume ancora maggiore rilevanza considerando la presenza nella compagine societaria di un socio privato che da molti anni non svolge un ruolo
operativo.
Chiedere verifiche non significa mettere in difficoltà Poliservice, ma rafforzarla.
Un bilancio pienamente chiarito e capace di superare le osservazioni degli organi di controllo è più credibile nei confronti dei Comuni, dei lavoratori, dei fornitori e degli istituti di credito.
Per questo continuo a ritenere che un breve rinvio sarebbe stato preferibile a un’approvazione accompagnata
dalla permanenza di giudizi negativi degli organi di controllo.
La maggioranza della Giunta dell’Unione ha assunto una decisione diversa, che rispetto, ma rivendico serenamente il dovere di avere espresso una posizione differente nell’interesse degli enti e dei cittadini.
Non mi interessa alimentare contrapposizioni. Mi interessa una Poliservice più forte, più trasparente e maggiormente sotto il controllo dei Comuni, con rapporti economici chiari, costi verificabili e una precisa giustificazione contrattuale, contabile e regolatoria di ogni somma richiesta agli enti.
La questione è garantire che i costi siano corretti, che i conti siano trasparenti e, soprattutto, che le economie derivanti dalla TARI tornino a chi quella tariffa l’ha pagata: i cittadini”.

 

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